Scontro Lega-M5S su Tav e Venezuela, latte versato e Champions, gli eventi da non perdere di martedì 12 febbraio

LaPresse e upday gli eventi da non perdere di martedì 12 febbraio 2019

Tav - Finalmente, ieri sera è arrivato a Palazzo Chigi e nella mail dei due vicepremier Salvini e Di Maio, la famosa analisi costi-benefici (costata 300mila euro) prodotta dalla Commissione presieduta dal professor Marco Ponti e che, a quanto è dato di sapere, "boccia" la Tav, ossia l'alta velocità ferroviaria da Torino a Lione. "Almeno, adesso, si discuterà su qualcosa di concreto" ha detto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che l'ha già letta da diversi giorni. Ieri sera era in programma un vertice con Conte, Salvini, Di Maio, Toninelli, Moavero, Fraccaro e Giorgetti, ma è stata rinviato a questa mattina per un ritardo di Conte. Si parlerà anche di Venezuela. Salvini ha fatto sapere che, secondo lui, si deve andare avanti. Nell'analisi del prof Ponti (che verrà sicuramente "massacrato" in audizione mercoledì prossimo in commissione Trasporti alla Camera) ci sarebbero 6/7 miliardi di costi in più dei benefici. Ma si dovrà capire come sono stati fatti i conti: come, ad esempio, sono stati contati i mezzi pesanti (80mila) che verrebbero tolti dalla tangenziale di Torino, se è vero che peserebbero i mancati pedaggi autostradali e si dovrà rispondere a diverse altre domande. Toccherà a Conte una difficile mediazione tra Salvini e Di Maio e sarà interessante capire se (e in che misura) sul temi controversi peserà il risultato del voto in Abruzzo.

Il latte versato - I pastori sardi sono riusciti ad attirare l'attenzione di tutti sul loro problema. Il latte versato per strada ha colpito e, ieri, il premier Giuseppe Conte è stato in Sardegna dove ha incontrato i pastori e ha garantito l'apertura di un tavolo di trattative per il 21 febbraio. A quel tavolo si dovranno trovare soluzioni per un classico problema di economia che nasce dal calo della domanda del pecorino laziale. Il latte sardo, infatti, alimenta la produzione casearia isolana, ma anche quella del pecorino romano dop. Negli anni scorsi il pecorino ha avuto grande successo ed è arrivato a essere pagato anche 8 euro al chilo e i produttori sono arrivati a riconoscere 80 centesimi al litro per il latte (ce ne vogliono circa 5 litri per un chilo di formaggio). Ma poi la domanda è scesa e il prezzo del pecorino al caseificio supera di poco i 5 euro al chilo. Così il prezzo del latte è sceso a 55 centesimi al litro anche perché, di fronte a una produzione di 340mila litri, ne servono circa 280 mila. Che fare? Il ministro Centinaio non ha escluso le sovvenzioni dirette a sostegno del prezzo del latte: il caseificio ci mette, poniamo, 60 centesimi e lo Stato la differenza che serve a coprire costi e guadagni dei pastori. Si può fare? Si può stabilire politicamente il prezzo del latte senza tener conto del mercato? Sono i questi i temi da affrontare per fermare il grande fiume del latte versato che domenica prossima rischia di inondare anche i seggi delle elezioni regionali sarde.

 Juan Guaidò

Venezuela - Questa mattina, sul tavolo del vertice di governo, oltre alla Tav ci sarà anche la questione del Venezuela. Come è noto, l'Italia è l'unico Paese della Ue che non ha riconosciuto Juan Guaidò autoproclamatosi presidente della Repubblica del Venezuela contro il presidente eletto Nicola Maduro. Sulla posizione italiana ha pesato il punto di vista di M5S schierato dalla parte del populismo di Maduro. Ieri, a Roma, c'era una delegazione venezuelana mandata da Guaidò a cercare appoggi tra Palazzo Chigi e Vaticano. Oltretevere si sono mantenuti piuttosto prudenti: la Chiesa cattolica è dalla parte del popolo, chiede che cessino le violenze, si evitino sofferenze e spargimento di sangue e si trovi una soluzione giusta e pacifica. Salvini, questa volta, è andato oltre. A Porta a Porta ha detto che nella mozione di maggioranza ci deve essere "un riferimento esplicito al fatto che non si usa il potere con la forza, con la paura, con la fame". Poi, sollecitato da Vespa che gli leggeva la posizione dei M5S sul fatto che nella mozione non si parlerà di Maduro, Salvini ha sbottato: "Maduro, prima se ne va e meglio è". Questa mattina non sarà facile trovare una mediazione tra Lega e M5S.

Carlo Calenda, il Pd appoggerà l'idea di "Siamo europei"

Il Pd con Calenda: "Siamo europei" - Il presidente (e reggente del Pd) Matteo Orfini, ha annunciato che oggi firmerà il manifesto "Siamo europei" di Carlo Calenda. Non è un caso che la decisione arrivi il giorno dopo il voto in Abruzzo. Nel centrosinistra tutti hanno capito che il Pd, in questa fase è un "brand" che non "tira" mentre, anche in Abruzzo un rassemblement di forze progressiste ha retto bene il confronto col centro destro e ha battuto a mani basse il M5S. Rispetto alle politiche del 4 marzo, il centrodestra ha guadagnato qualcosa più del 10% con la Lega che raddoppiato; stesso guadagno (forse un briciolo di più) per il centrosinistra (ma il Pd ha perso ancora un poco). E' crollato, invece (di circa il 20%) il M5S. La lezione è chiara: il centrosinistra deve presentarsi unito con una bandiera che non può essere quella del Pd. Per le elezioni continentali, invece, non sembra esserci nulla di meglio della proposta antisovranista di Calenda che vuole fare la battaglia democratica, contro i rigurgiti nazionalisti e razzisti per salvare (e cambiare) l'Europa. Così, a urne ancora calde, i candidati alle primarie del Pd (Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti hanno detto a Orfini: "Vai e firma. Noi siamo europei".

 Nicolò Zaniolo

Champions League - Cominciano gli ottavi di Champions League. La Roma di Di Francesco ospita (ore 21, stadio Olimpico) i portoghesi del Porto di Conceicao. Quando hanno estratto l'avversario degli ottavi, i tifosi della Roma hanno tirato un sospiro di sollievo. Di certo, non era tra i peggiori possibili. Adesso, dopo l'altalena giallorossa delle ultime settimane, non ci sono certezze. Dalla Roma ti puoi aspettare tutto e il contrario di tutto. A Di Francesco mancano Schick e il portiere titolare Olsen. Il ritorno si giocherà a Oporto il prossimo 6 marzo. Ecco le probabili formazioni: Roma (4-3-3): Mirante; Karsdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Cristante; Zaniolo, Dzeko, El Shaarawy. Allenatore: Di Francesco. Porto (4-3-3): Casillas; Éder Militão, Filipe, Pepe, Alex Telles; Danilo, Herrera, Óliver Torres; Otávio, Soares, Brahimi. Allenatore: Conceicao. Arbitra l'olandese Danny Makkelie. Per la prima volta in Champions, ci sarà il Var. Questa sera si gioca anche ManUntd-Psg e, domani sera, tocca a Tottenham-Borussia e Ajax-Real Madrid. La settimana prossima, gli altri quatttro ottavi, compreso Atletico Madrid-Juventus.

 

 

 

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