Allarme rosso e mondo populista, gli eventi da non perdere di lunedì 29 ottobre

LaPresse e upday presentano gli eventi da non perdere di lunedì 29 ottobre 2018

Allarme rosso - Piove su mezza Italia, è allarme rosso a Roma, in Veneto, Friuli, Liguria e parte della Toscana. Scuole chiuse a Roma, Genova, Savona, Belluno, Venezia, Vicenza, Treviso, Livorno e nel Grossetano. Si temono bombe d'acqua, forti venti e caduta di alberi alberi. Nel dubbio i sindaci chiudono le scuole. Nessuno vuol finire come l'ex sindaca di Genova Marta Vincenzi condannata a 5 anni per i morti dell'alluvione del novembre 2011 quando le scuole non furono chiuse. Ma un tempo quando pioveva (anche forte) le scuole restavano aperte. O il tempo in Italia è molto peggiorato o nessuno vuol più prendersi responsabilità.

Brasile a Bolsonaro - Jair Bolsonaro è il nuovo presidente del Brasile. Al secondo turno delle presidenziali, il candidato della destra populista e sovranista ha battuto il candidato del centrosinistra Fernando Haddad con il 55,1% contro il 44,9%. Con la vittoria di Bolsonaro, un altro Paese del G20 (il Brasile è il quinto Paese del mondo per popolazione e il settimo per Pil) è governato da una qualche forma di populismo: Stati Uniti, Russia e Italia (più diversi Paesi europei minori) l'hanno preceduto su questa strada. A giugno potrebbe cambiare nello stesso senso anche la maggioranza del Parlamento europeo. 

Occhio allo spread - Oggi riaprono i mercati. Tutti gli occhi sullo spread che venerdì sera ha chiuso a 309 punti base. E in mezzo S&P ha confermato il rating italiano in un BBB ma con outlook negativo. Draghi ha detto che il sistema Italia non reggerebbe a lungo con questi livelli di spread e il ministro Tria gli ha dato ragione. Salvini e Di Maio si sono visti per mostrare a tutti che c'è pace nel governo. Forse (ma i due negano) hanno parlato anche di un piano B. Si dice che il rapporto deficit-pil nella manovra potrebbe scendere a 2,1% dal 2,4%. In ogni caso, lo spread di oggi (e dei prossimi giorni) sarà decisivo.

La Tap si abbatte sul M5S - E' rivolta anche oggi a Meledugno di Lecce dove il movimento anti Tap (il gasdotto Trans-Adriatico che porta gas dal confine greco-turco in Europa) ha capito che il governo non può bloccare l'opera come aveva promesso l'M5S in campagna elettorale. E non perché ci siano penali da pagare, ma semplicemente perché i privati coinvolti chiederebbero miliardi di danni. A Meledugno si bruciano le bandiere M5S e s'invita la ministra del Sud Lezzi a non farsi più vedere. Conte dice: "Date la colpa a me". Di Maio è in difficoltà con i suoi e la Lega gongola: "Il no Tap è un capitolo chiuso. Il gasdotto è utile e si farà".

Serie A, il posticipo - Alle 20,30 (stadio Olimpico di Roma) Lazio e Inter si giocano il terzo posto nella classifica di serie A. La Lazio, a quota 18, ha bisogno di una vittoria per superare i nerazzurri che hanno 19 punti e, con un pari, resterebbero davanti. Ma con una vittoria raggiungerebbero il Napoli. Nelle formazioni, una grave assenza per parte: Nainggolan per Spalletti e Lucas Leiva per Inzaghi: uomini chiave dei i rispettivi centrocampi. Spalletti lascia Miranda in panchina e deve scegliere tra Dalbert e Asamoah per la fascia sinistra. Inzaghi sembra orientato a preferire Caicedo a Correa per far coppia con Immobile. Arbitra Irrati.

 

 

 

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