Genova, la manovra e gli altri eventi da non perdere di giovedì 4 ottobre

LaPresse e UpDay presentano gli eventi da non perdere di giovedì 4 ottobre 2018

La Manovra - Ognuno lo tira dalla sua parte. Il rapporto deficit-Pil della Nota di Aggiornamento al Def (Documento Economico Finanziario) resta al centro dello scontro tra il governo italiano e le istituzioni europee. Ieri è toccato all'Italia fare un piccolo passo indietro: per il 2019 il rapporto deficit-Pil resta al 2,4%, ma nel 2020 scenderà al 2,1% e nel 2021 all'1,8%. E' un compromesso onorevole tra le due anime del governo e Conte esulta. Ma non è detto che basti a evitare la bocciatura di Bruxelles minacciata di nuovo da Moscovici che riconosce lo sforzo italiano ma fa anche sapere che, potrebbe non bastare a evitare una bocciatura da Bruxelles. Ieri, comunque, è bastato a bloccare lo Spread a quota 280 (e a far salire la Borsa dello 0,84%). La Nota, ieri sera è stata inviata al Parlamento italiano e a Bruxelles. Oggi il palleggio continuerà. E si discute molto (questa volta all'interno del governo) delle misure che si riuscirà a finanziare all'interno del Def. Di Maio promette che ci saranno reddito di cittadinanza e superamento della Fornero (dubbi di Confindustria), incentivi alle imprese e fondo per i truffati dalle banche. Salvini insiste per un pezzetto almeno di Flat Tax (aliquota al 15% per le partite Iva fino a 80mila euro) e vuole assumere nelle forze dell'ordine. Tria ascolta, fa i conti e prova a farci entrare tutto. Il balletto di numeri andrà aanti almeno fino a metà mese.

Genova - C'è un decreto (che ha raccolto molte critiche in tutti gli ambienti economici genovesi) e c'è (ormai da una settimana) un nome per il Commissario alla ricostruzione di un Ponte che deve servire a restituire a Genova e a tutto il Nord Italia, una viabilità ma anche una struttura logistica e trasportistica al passo con i tempi. Senza infrastrutture adeguate non si va da nessuna parte e il sistema economico che si basa sul porto di Genova rischia di crollare. Il nome è quello di Carlo Andrea Gemme, 72 anni, dirigente Fincantieri. Tutti dicono che è bravo professionalmente ed è una persona per bene. Da subito Salvini ha fatto sapere che ha anche un parente (la madre che ha perso la casa nel disastro) coinvolto. Ma questo fatto, insieme alla sua posizione ai vertici della Fincantieri (candidata alla ricostruzione) lo mettono a rischio ricorsi e costituisce un chiaro conflitto d'interessi. Luigi Di Maio ha fatto sapere di non avere un altro candidato. Sono circolati anche i nomi Giuseppe Zampini (Ansaldo Energia, ma anche per lui ci sarebbe conflitto d'interesse per via dello stabilimento sotto il ponte crollato) e di Roberto Cingolani, il famoso ingegnere dell'Istituto italiano di tecnologia dove si lavora sull'intelligenza artificiale. Altrimenti la scelta potrebbe cadere sul sindaco di Genova Marco Bucci o sul suo vice Stefano Balleari, entrambi più vicini a Salvini che a Di Maio. Insomma, il Commissario tarda e Genova e il suo porto aspettano. Intanto viene fuori un altro video sul momento del crollo del Ponte Morandi. E il dolore di Genova non si ferma.

Conte e San Francesco - Il premier Giuseppe Conte è ad Assisi per la festa di San Francesco (che morì nella città santa umbra il 3 ottobre del 1226). Si celebra il "transito" dalla vita alla morte del "Poverello". Alle 9 parte il corteo dalla piazza del Comune, alle 11,30 la solenne celebrazione nella Loggia della Basilica Inferiore. Interessante la presenza del premier che è considerato un "fedele" di Padre Pio di Pietrelcina (di cui ha sempre con sé un'immaginetta) alle celebrazioni per San Francesco. Un santo "diverso" rispetto a Padre Pio, un Santo che rappresenta gli ultimi, i derelitti e, indubbiamente (ai nostri tempi) l'accoglienza per i migranti. Salvini ha agitato il Vangelo in campagna elettorale, ma il francescanesimo è certamente un'altra cosa. Conte, forse, potrebbe provare a ricucire con quel mondo.

Fico e la sinistra - Tre convegni oggi, con il presidente della Camera Roberto Fico. I temi: "L'Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile", "Quale cultura per quale cambiamento" e "Giornalismo d'inchiesta pilastro della democrazia". Ieri, la terza carica dello Stato ha presenziato un dibattito sul tema: “L’immigrazione come risorsa per la comunità, politiche di buona accoglienza”. Temi "di sinistra", temi certamente lontani dall'immagine che, oggi, la maggioranza di governo dà di sé. Ma Fico continua a battere la sua strada. I temi che promuove con la sua presenza sono quelli che lo hanno sempre interessato. C'è chi lo critica accusandolo di fare da "foglia di Fico" e di coprire a sinistra un governo che appare molto più spostato a destra. Il Presidente della Camera non si ferma: non rompe con i suoi e continua a parlare con gli altri. Chi dice che, così, non andrà da nessuna parte e chi invece, ritiene che sia una speranza per un Paese spaccato.

Olimpiadi - E' in riunione a Buenos Aires l'esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale. Sul tavolo le candidature per le Olimpiadi invernali del 2026. Dovrebbero uscire quattro opzioni che verranno definite il 9 ottobre prossimo: Stoccolma, Calgary (Canada), Milano-Cortina, Erzurum (Turchia). La candidatura italiana è considerata la più forte. Ma, come è noto, è anche la più complicata dato lo scontro in atto tra Milano-Cortina (da una parte) e Torino dall'altra. La decisione definitiva italiana verrà presa il 26 ottobre prossimo dal Consiglio nazionale del Coni. C'è ancora una possibilità di una candidatura unitaria (magari attraverso la Regione Piemonte) ma, adesso, ciascuno va per contro proprio. Così, oggi, a Venezia, s'incontrano i presidenti delle Regioni Lombardia (Fontana) e Veneto (Zaia) e i sindaci di Milano (Sala) e di Cortina (Ghedina). Sul tavolo il dossier della candidatura Milano-Cortina in gran parte ancora da costruire. E' la prima volta nella storia dei Giochi che una candidatura italiana è favorita, mentre il governo di Roma è contrario e ha fatto sapere che non metterà un euro. 

Europa League - Quattro vittorie su quattro per le italiane in Champions League. Dopo Juve e Roma, ieri sera hanno vinto il Napoli (1-0 al Liverpool) e l'Inter (2-1 a Eindhoven contro il Psv). Non succedeva dal 2005. Questa sera tocca al Milan (Gruppo F) in casa con i greci dell'Olimpiacos e alla Lazio (Gruppo H) a Francoforte contro l'Eintracht. Il Milan è favorito, la Lazio meno. Ma il sei su sei non è impossibile. E nella serata di San Siro aleggerà l'ombra di Zlatan Ibrahimovic un sogno rossonero che potrebbe diventare realtà nei prossimi mesi.

Moratti alla Federcalcio - Nella corsa alla poltrona più ambita della Federcalcio irrompe sulla scena a sorpresa Massimo Moratti. Sarebbe lui il candidato designato da parte della Lega Serie A in vista delle elezioni federali del 22 ottobre per provare a ribaltare il tavolo che vede al momento come favorito assoluto il numero uno della Lega Pro Gabriele Gravina, supportato oltre che dai club di Serie C anche dai Dilettanti, dagli arbitri e dall'Assoallenatori, che insieme valgono il 63% del peso elettorale. Ancor più sorprendente del possibile rientro nel mondo del calcio del petroliere veneto è il fronte dei club pronti a sostenerlo, che sarebbe guidato da Andrea Agnelli in persona. Una alleanza a dir poco strana, se non anomala, tra colui che viene considerato il simbolo dell'interismo e l'attuale presidente della Juventus, a 12 anni dallo scandalo di Calciopoli su cui i due hanno spesso e volentieri battibeccato in passato, infiammando le rispettive tifoserie. Tutto resettato, per un bene superiore.

 

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