Giochi, in Lombardia necessaria carta identità per giocare alle slot

Milano, 12 ago. (LaPresse) - Via libera alla proposta di regolamento che prevede ulteriori restrizioni per l'accesso a slot machine e alle 'macchinette mangiasoldi' collocate nei bar della Lombardia. Lo prevede una delibera approvata dalla giunta regionale, presentata dall'assessore al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini, di concerto con l'assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo, team leader in materia di ludopatia, Viviana Beccalossi.

"In questo modo - spiega Viviana Beccalossi - prosegue la nostra battaglia contro il proliferare dell'apertura di sale con slot machine o apparecchiature similari. Va ancora una volta ricordato che dopo l'approvazione della nostra legge, votata all'unanimità dal Consiglio regionale, in Lombardia è vietata l'installazione di slot se il locale destinato a ospitarle è situato a meno di 500 metri da scuole, ospedali, centri di aggregazione giovanile e per anziani, chiese od oratori".

Ora il provvedimento passa al vaglio della Commissione competente del Consiglio regionale, per poi ottenere l'ok definitivo nuovamente dalla Giunta. Il regolamento prevede che il gestore dei locali in cui si trovano slot machine sia obbligato a chiedere la carta d'identità a chi vuole giocare. È inoltre previsto che negli spazi in cui sono installate le slot, possano accedere psicologi della Asl e interloquire con i giocatori, chiedendo loro anche di compilare specifici questionari, per approfondire e studiare le dinamiche del fenomeno. "Oltre ai regolamenti - aggiunge l'assessore Beccalossi - sono attivi anche gli incentivi fiscali per i gestori che decidono di non installare macchinette e che potranno farsi riconoscere attraverso il marchio 'No slot', realizzato dagli studenti di una scuola superiore di Busto Arsizio (Varese), vincitore del concorso che ha selezionato circa 300 proposte".

L'assessore Beccalossi, in un periodo, quello d'agosto, che per chi, nonostante le ferie, resta in città potrebbe essere motivo d'attrazione in più verso il gioco d'azzardo, si rivolge soprattutto ai sindaci dei Comuni, affinché "non abbassino la guardia e collaborino applicando la legge, tenendo ben presente che anche il Tar, il Tribunale amministrativo regionale, in più di una occasione ha motivato recenti provvedimenti restrittivi, facendo riferimento proprio alla nuova normativa lombarda".

Secondo recenti statistiche, sono numerosi gli Italiani che si rovinano con slot machine e videopoker. "È impensabile voler far quadrare i conti dello Stato sulle disgrazie e la disperazione dei propri cittadini - conclude Viviana Beccalossi -. Anche per ho scritto al presidente del Consiglio Matteo Renzi, per sensibilizzare il Governo e il Parlamento ad affrontare il tema della ludopatia, chiedendo di dare più poteri ai sindaci e valutare la possibilità di utilizzare parte del ricavo delle tasse del gioco per curare i malati di ludopatia".

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