Genova, Cassazione: Vincenzi responsabile morti alluvione. Ma niente carcere

La quarta sezione penale ha disposto un nuovo giudizio d'appello per rideterminare la pena limitatamente ad alcune imputazioni di falso che sono venute meno

L'ex sindaco di Genova Marta Vincenzi non andrà in carcere per l'alluvione del novembre 2011 che provocò la morte di sei persone. Per la Cassazione Vincenzi è responsabile dei reati di omicidio colposo e disastro colposo, ma la condanna a cinque anni in appello va rideterminata, al ribasso, con un nuovo processo. La quarta sezione penale ha disposto un nuovo giudizio d'appello per rideterminare la pena limitatamente ad alcune imputazioni di falso che sono venute meno.

Stessa sorte per gli altri cinque imputati del procedimento. Soddisfatti anche i familiari delle vittime per una "responsabilità del Comune finalmente acclarata", dicono commossi dopo aver atteso per ore la sentenza in Cassazione. Vincenzi era stata condannata a cinque anni in appello; con la sua saranno rivalutate, in un appello bis, anche le pene per l'ex assessore comunale alla Protezione civile Francesco Scidone, altri tre dipendenti comunali e l'allora capo dei volontari. Le accuse di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, di cui rispondevano a vario titolo l'ex prima cittadina e gli altri quattro funzionari pubblici, non verranno però più messi in discussione.

"La sentenza riconosce che la colpa di quelle morti è in un sistema che non ha funzionato", dice Emanuele Olcese, legale della famiglia Costa che nella tragedia perse la figlia diciannovenne. "La morte di quelle persone fu causata da un sistema assolutamente carente e dalla decisione presa dal Comune - prosegue -. I vigili, interrogati in aula, hanno spiegato che quel giorno non sapevano neanche ci fosse un allerta meteo. Non sono stati in grado neanche di dire, di non far uscire i ragazzi dalle tre scuole interessate dall'alluvione...questo sarebbe bastato a salvare le vite". Nell'alluvione del 4 novembre del 2011 morirono a Genova quattro donne e due bambine, che avevano una due anni e l'altra solo 10 mesi.

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