Genova, Autostrade non si scusa: "Misure per vittime, sfollati e ricostruzione"
L'ad della società parla dopo i funerali delle vittime del crollo: "Interventi per mezzo miliardo". Di Maio: "No elemosine"

"Non riteniamo ci siano le condizioni per assumersi la responsabilità". Sono le parole dell'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, a quattro giorni dal crollo del ponte Morandi di martedì scorso che ha causato almeno 43 vittime.

Non si scompongono più di tanto i vertici della società titolare della concessione del viadotto collassato alla vigilia di Ferragosto, che ha messo di nuovo in ginocchio Genova. In una conferenza stampa convocata nel giorno dei funerali di Stato e del lutto nazionale, proprio nella città ferita, il presidente Fabio Cerchiai e l'ad esprimono il classico "cordoglio" e parlano di "grande dolore", ma non arriva nessuna scusa diretta ai familiari delle vittime e nessuna assunzione di colpe.

"Il ponte fu costruito da un altro ente, che non era Autostrade. Bisognerà vedere tutta una serie di elementi per definire le responsabilità di un evento che deve essere ancora indagato a fondo", sottolinea Castellucci con un giro di parole che sa tanto di scaricabarile. Dopo un'ammissione: "Mi rendo conto che è stata percepita una distanza. Non abbiamo fatto sentire la vicinanza alla città e di questo mi scuso profondamente".

Poi gli annunci: un ponte in acciaio da costruire in otto mesi e 500 milioni di euro di risorse a disposizione da lunedì, oltre a un fondo per gli sfollati da definire con il Comune. "La prima preoccupazione che abbiamo avuto è cercare di capire come ricostruire diversamente il ponte sul Polcevera, in acciaio e meno impattante. Siamo determinati a farlo", aggiunge Castellucci, secondo cui "non è una questione di soldi, di importi e di euro".

"Se ne avessimo la possibilità, incominceremmo i lavori lunedì. Sappiamo che non sarà possibile perché servono le autorizzazioni. Noi saremmo disponibili lunedì a cominciare", gli fa eco Cerchiai. Che, a una domanda sul futuro in azienda dell'ad, fa orecchie da mercante: "Credo sia interesse di tutti, dei genovesi e di coloro che hanno il desiderio di una ripresa più rapida possibile e di una soluzione più efficiente possibile, che Castellucci resti al suo posto".

Dal governo sono arrivate subito le repliche.  "Sia ben chiaro: lo Stato non accetta elemosine da Autostrade. Pretendiamo risarcimenti credibili e non vi sarà alcun baratto", ha tuonato il vicepremier Luigi Di Maio. E ha ribadito: "L'unica strada che il Governo seguirà è quella di andare avanti con la procedura di revoca. Le loro scuse servono a poco e non vi è modo di alleviare le sofferenze di una città distrutta dal dolore. Oggi abbiamo fatto una promessa ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini rimasti coinvolti nella tragedia di Genova e la onoreremo andando fino in fondo". 

Sullo stesso piano anche Matteo Salvini. "Ho visto che Autostrade ha chiesto scusa e che metterà dei soldi, meglio tardi che mai, ma se qualcuno pensa che con questo possano pagare le loro colpe ha sbagliato, è solo il minimo sindacale".

Dopo giorni di attacchi social e di gelide comunicazioni che non sono andate giù a molti, ecco che Autostrade per l'Italia si dice pronta a stanziare risorse a favore degli interventi per Genova "già da lunedì": "Se dobbiamo parlare di importi, possiamo parlare di mezzo miliardo, ma questo non è il momento per i numeri". E, forse, neanche per le scuse fuori tempo massimo.

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