Genova, appalti in cambio di escort: arrestati imprenditori e dirigenti raccolta rifiuti

Genova, 13 nov. (LaPresse) - I carabinieri del nucleo operativo ecologico di Genova questa mattina hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip su richiesta della Procura nell'ambito dell'indagine 'Albatros', che nel dicembre dello scorso anno aveva visto una prima fase concretizzarsi con una serie di perquisizioni all'interno di strutture operative di Amiu, l'azienda di proprietà del Comune di Genova che gestisce l'intero settore della raccolta rifiuti urbani e di altre aziende collegate ed operanti nello stesso ambito.

I NOMI. Le misure restrittive hanno riguardato Corrado Grondona, 56 anni, dirigente Area Acquisti e Ufficio Legale di Amiu, Gino Mamone, 53 anni, ex titolare della ditta Eco-Ge, Vincenzo Mamone, 55 anni, fratello di Gino, titolare della ditta Ares International, Luigi Mamone, 28 anni, figlio di Vincenzo, titolare della ditta "Impre.Ares, Claudio Deiana, 56 anni, titolare della ditta Rgd, Stefano Raschellà, 55 anni, titolare della ditta Edildue e Daniele Raschellà, 30 anni, figlio di Stefano, contitolare della ditta Edildue. E' stata anche richiesta la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio sul conto di altri tre dirigenti Amiu.


I REATI. Agli arrestati sono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, turbata libertà degli incanti, omessa denuncia da parte di un incaricato di un pubblico servizio, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e abuso d'ufficio. Le investigazioni dei carabinieri, coordinate dalla Procura, hanno fatto emergere episodi di corruzione da parte degli imprenditori arrestati in favore di alcuni dirigenti Amiu, in cambio di favori e concessioni di appalti e lavori. I benefit riguardavano beni ed altre utilità come serate in locali di lusso ed offerta di escort.


ESCORT IN CAMBIO DI APPALTI PER MANUTENZIONE DISCARICA. Ci sono anche i lavori per la manutenzione della discarica di Scarpino, la cui gestione è oggi al centro di altre due inchieste della Procura di Genova, nell'indagine per corruzione e turbativa d'asta. Il gip Roberta Bossi scrive nell'ordinanza di custodia cautelare che Corrado Grondona, nella qualità di responsabile del procedimento, e in concorso con Roberto Ademio, responsabile dell'ufficio gare, avrebbe assegnato alla Edildue, società di proprietà di Stefano e Daniele Raschellà, "l'appalto relativo alla manutenzione ordinaria di opere edili e impiantistiche di pertinenza della discarica di Scarpino per l'importo a base d'asta di 675.105 euro".


La Edildue secondo il gip avrebbe vinto l'appalto con un "ribasso anomalo del 58,581%" senza che Grondona e Ademio abbiano eseguito alcun "controllo effettivo sulla congruità del ribasso offerto". Sempre relativamente alla discarica di Scarpino Grondona e Ademio, il 10 luglio del 2013 "per consentire a Edildue di recuperare parte dell'anomalo ribasso con aveva vinto la gara" avrebbero stipulato con la società dei Raschellà "un contratto di noleggio a caldo di un escavatore, di un autocarro 4 assi e di una pala gommata, per l'importo complessivo di 149.200 euro, nonostante non si trattasse di lavori complementari resisi necessari a seguito di circostanza impreviste, bensì di lavori già ricompresi nell'oggetto del contratto principale e i mezzi oggetto del noleggio a caldo fossero già utilizzati per l'esecuzione dell'appalto principale".


FAVORI IN CAMBIO DI APPALTI ANCHE PER SMALTIMENTI ALLUVIONE. Anche lo smaltimento dei detriti post alluvione per un periodo che va dal 2010 al 2013 veniva affidato alle aziende 'amiche' in cambio di escort, cene di lusso e altri favori. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Roberta Bossi su richiesta dei pubblici ministeri Francesco Cardona Albini e Paola Calleri che ha portato questa mattina in carcere Corrado Grondona, dirigente di Amiu, e uno degli imprenditori più noti della città, Gino Mamone, che con la sua Eco.Ge si occupa da sempre di bonifiche e smaltimenti. In carcere sono finiti anche il fratello Vincenzo, il nipote Luigi e gli imprenditori Stefano e Daniele Raschellà, oltre a Claudio Deiana. Indagati a piede libero altri 2 dirigenti di Amiu, Massimo Bizzi e Roberto Ademio.

In particolare, Grondona con il concorso di Bizzi (responsabile dell'ufficio Servizi esterni di Amiu), nel triennio 2010-2013 avrebbe affidato direttamente a Eco.Ge, società di cui Gino Mamone era socio di maggioranza, "prestazioni di servizi correlate a eventi alluvionali per l'importo complessivo di 585mila euro, senza compiere gli adempimenti previsti per gli affidamenti in economia di lavori di somma urgenza, tra cui in particolare la redazione da parte del responsabile del procedimento del verbale attestante i motivi dello stato d'urgenza, le cause che lo hanno provocato e i lavori necessari per rimuoverlo, nonché la redazione di perizia estimativa dei lavori, comunque in violazione dei principi di buon andamento".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata