Garlasco, sentenza Cassazione su Stasi rinviata a domani

Roma, 11 dic. (LaPresse) - E' stata rinviata a domani, sabato 12 dicembre, la sentenza della Cassazione sul processo di Garlasco. La quinta sezione della Corte dovrà decidere se confermare o meno la condanna a 16 anni di reclusione inflitta ad Alberto Stasi, unico imputato per la morte della fidanzata Chiara poggi, uccisa nell'agosto 2007, che non era in aula.

PG: ANNULLARE SENTENZA DI CONDANNA. Il procuratore generale della Corte di Cassazione, Oscar Cedrangolo, ha chiesto ai giudici della V sezione penale di annullare la condanna a 16 anni per Alberto Stasi. "L'annullamento che chiedo è con rinvio - ha sottolineato il pg - per una questione di scrupolo e rispetto nei confronti del grido di dolore di tutte le parti. Il rinvio servirà per nuovi accertamenti prove e valutazioni". Cedrangolo che ha parlato di una "debolezza dell'impianto accusatorio" prima di pronunciare la sua richiesta ha sottolineato che cosa ovvia sarebbe stato chiedere "annullamento senza rinvio". Ma ha spiegato "se l'imputato è innocente che sia assolto se è colpevole che abbia una pena adeguata". Per questo ha chiesto di accogliere anche il ricorso della procura di Milano e della difesa.

MOVENTE NON C'E'. "Il movente non c'è ma si costruisce ad arte". Così il procuratore generale Cedrangolo, demolisce la sentenza di condanna del tribunale di Milano, che aveva inflitto ad Alberto Stasi una pena di 16 anni per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Nella lunga requisitoria il procuratore smonta ogni aspetto accusatorio. Toccando il nodo centrale delle impronte delle scarpe evidenzia che "la scena del delitto è stata calpestata da 24 persone. Per questo gli accertamenti fatti risultano inaffidabili per il massiccio inquinamento del luogo". Si chiede ancora il pg: "Che fine hanno fatto le impronte in uscita? Stasi non può essere andato via volando anche perché la sentenza dice che le scarpe di Stasi sono copiosamente imbrattate di sangue".

PRESUNTO COLPEVOLE. "Stasi - ha detto il pg - è arrivato in giudizio come presunto colpevole". Cedrangolo ha, di fatto, ha 'demolito', punto per punto non solo la sentenza di condanna dell'appello bis di Milano, ma anche i motivi di ricorso della procura di Milano.

AGGRAVANTE TOLTA. "Perché si parla di un aggressore senza pietà e si toglie l'aggravante della crudeltà? ". Se lo chiede il pg Cedrangolo: "Non sono in grado - ha evidenziato - di stabilire se Stasi sia innocente o colpevole. Ma insieme possiamo stabilire se la sentenza sia giusta". Il procuratore ha parlato di 'ipotesi' e "debolezza delle accuse", ma si è anche augurato che "nuovi accertamenti" riescano a fare chiarezza.

LE POSSIBILI SOLUZIONI. Tre le possibili soluzioni. Confermare la sentenza con cui, il 17 dicembre dello scorso anno, l'appello bis di Milano ha condannato Stasi a 16 anni. Accogliere il ricorso della Procura generale di Milano e aggravare la pena. Annullare la sentenza milanese e scagionare definitivamente l'ex bocconiano.

RISCHIO CARCERE. Nei primi due casi si apriranno per Stasi le porte del carcere. Non ricorrono le parti civili, ossia i familiari di Chiara. Secondo i difensori del ragazzo, invece, "la sentenza appare supportata più da idee personali di chi ne ha redatto le motivazioni, per lo più mediante il ricorso a considerazioni labili, congetturali o che hanno riguardo a valutazioni opinabili di carattere psicologico sul comportamento umano, che non a una sentenza che avrebbe dovuto, vorrebbe e dovrebbe, dimostrare la responsabilità di Alberto".

AVVOCATO: ALBERTO PRONTO A COSTITUIRSI. Se verrà confermata la condanna, Alberto Stasi "è pronto a costituirsi". Così Fabio Giarda, avvocato del collegio difensivo di Stasi.

La cronologia del delitto

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