Garlasco, la cronologia del delitto e dei fatti processuali

Roma, 11 dic. (LaPresse) - Oggi la Cassazione deciderà se condannare o meno Alberto Stasi, unico imputato per la morte della sua fidanzata, Chiara Poggi. E' la secondo volta che gli ermellini si occupano del delitto di Garlasco. Questa la cronologia.

Il corpo senza vita della ragazza viene trovato il 13 agosto del 2007 nella sua villetta di Garlasco, nel pavese. Il cadavere è sulle scale che portano alla tavernetta della villa.

Il 16 agosto vengono resi noti gli esami autoptici: la ragazza è stata uccisa con un oggetto metallico (mai identificato) tra le 11 e le 11.30.

Il 20 agosto Alberto Stasi viene ufficialmente indagato per omicidio volontario, con l'aggravante della crudeltà: rischia l'ergastolo.

Il 13 settembre Stasi, dopo aver revocato il mandato all'avvocato Giovanni Lucido, nomina 3 nuovi legali: il professor Angelo Giarda e gli avvocati Giuseppe e Giulio Colli.

Il 24 settembre Stasi finisce in carcere su provvedimento del pm Rosa Muscio. Il 28 settembre il gip di Vigevano, Giulia Pravon, scarcera Stasi: gli indizi non sono sufficienti.

Il 16 novembre la consulenza tecnica dei carabinieri del Ris dice che non ci sono tracce di persone estranee nella villa.

Il 20 dicembre c'è una nuova accusa per Stasi: detenzione e diffusione di materiale pornografico.

Il 16 aprile 2008, dopo 8 mesi viene dissequestrata la villa, i genitori di Chiara possono rientrare nella loro casa.

L'8 ottobre la procura di Vigevano chiude l'inchiesta.

Il 3 novembre Stasi viene rinviato a giudizio.

Il 28 marzo 2009, a sorpresa gli avvocati di Stasi chiedono che il proprio assistito sia processato con il rito abbreviato.

Il 9 aprile inizia il processo. L'accusa chiederà 30 anni per Stasi; la difesa invece l'assoluzione.

Il 17 dicembre 2009 la sentenza: Stasi viene assolto per insufficienza di prove.

Il 30 aprile 2010 il ricorso in appello dei sostituti procuratori Rosa Muscio e Claudio Michelucci, con quello dell'avvocato di parte civile Gian Luigi Tizzoni. Tre sostanziali novità negli atti d'appello: la richiesta di un esame approfondito su un capello castano chiaro lungo 1,2 centimetri trovato nella mano sinistra della vittima; un riesame del martello sequestrato in casa Stasi; l'ampliamento della forbice per l'orario della morte.

Il 7 dicembre 2011 anche la corte d'Appello di Milano assolve il ragazzo. Non ha convinto il collegio presieduto da Anna Conforti la ricostruzione del delitto proposta dal sostituto procuratore Laura Barbaini.

Il 18 aprile 2013 la prima sezione penale della Cassazione annulla l'assoluzione inducendo la disposizone di un nuovo, ulteriore, processo d'appello.

17 dicembre 2014 Stasi è stato condannato a 16 anni di reclusione dai giudici della prima Corte d'Assise e d'Appello di Milano, davanti ai quali si è celebrato l'appello bis.

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