Garante privacy: Più facile chiudere account Skype

Roma, 6 feb. (LaPresse) - Skype, la piattaforma per telefonare e videochiamare online, migliorerà le procedure per consentire agli utenti di chiudere il proprio account e integrerà le informazioni per venire incontro alle loro esigenze. Lo ha deciso l'azienda, in seguito alla nota spedita a fine luglio dello scorso anno dal Garante della privacy, nella quale l'autorità chiedeva spiegazioni sulle difficoltà incontrate dagli utenti italiani nel chiudere il proprio account alla società con sede in Lussemburgo. "Pur non essendo stabilita sul nostro territorio - spiega il Garante - Skype ha tuttavia deciso di dare riscontro all'Autorità italiana fornendo nel contempo alcune informazioni utili per capire le procedure adottate per dar seguito alle richieste degli utenti".

Skype ha ammesso che le indicazioni contenute nella sezione 'Domande più frequenti' (Faq), secondo cui "una volta creato, non è possibile eliminare un account Skype", non informano in maniera adeguata gli utenti. Le Faq verranno modificate per spiegare chiaramente che si potrà comunque bloccare in via permanente il proprio account rivolgendosi al servizio di supporto tecnico clienti, il quale provvederà a deindicizzare lo username dell'utente dalle pagine pubbliche del servizio, in modo tale che non sia più operativo né visibile dagli altri. Skype, puntualizza il Garante, sta peraltro valutando potenziali migliorie per consentire un'autonoma chiusura dell'account da parte dell'utente.

L'account, però, non viene definitivamente cancellato o distrutto e il relativo username resta archiviato all'interno dei suoi sistemi: lo scopo dichiarato dalla scoietà è quello di evitare che in futuro altri utenti possano utilizzare, intenzionalmente o meno, proprio quel nome. "Permane dunque - spiega il Garante - la necessità di alcuni chiarimenti in ordine alla tipologia dei dati conservati, dopo la chiusura dell'account, e ai tempi e alle modalità di tale conservazione, della quale peraltro l'utente potrebbe non essere del tutto consapevole. Per tali motivi, il Garante ha deciso di avviare ulteriori approfondimenti e di sollevare la questione nell'ambito del Gruppo di lavoro che riunisce le Autorità della protezione dati europee".

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