Frigento, ex suora 'convento degli orrori': Ci negavano medicine
A raccontarlo a 'Pomeriggio 5', mantenendo l'anonimato, è una suora che, insieme ad altre religiose, ha lasciato l'istituto dei francescani dell'Immacolata

 "Le cure mediche erano difficili in convento; alcune suore hanno sofferto molto perché sono state negate loro le medicine". A raccontarlo a 'Pomeriggio 5', mantenendo l'anonimato, è una suora che, insieme ad altre religiose, ha lasciato l'istituto dei francescani dell'Immacolata a Frigento (Avellino), conosciuto come il 'convento degli orrori'. Padre Stefano Manelli, fondatore dell'ordine e direttore della struttura, è di nuovo indagato, questa volta per violenza sessuale e maltrattamento. La suora, nel corso del programma di Canale 5, racconta che il regolamento all'interno del convento era pieno di "esagerazioni", al punto che "alcune pratiche facevano più male di una cosa scritta con il sangue", perché si ripetevano nel tempo. "Vere penitenze", dice la religiosa, che facevano parte anche del 'galateo dell'istituto', ovvero un regolamento non ufficiale, ma che tutte le suore dovevano seguire, dal digiuno alle penitenze, fino all'eccessivo controllo personale. "Una delle cose ha indotto me e altre suore a uscire - racconta a 'Pomeriggio 5' - è il fatto che non potevamo parlare al telefono se non sotto la sorveglianza di un'altra suora e non potevamo nemmeno tornare a casa se non accompagnate".
 

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