Franco Cardini: Da Carlo Magno a Francesco, Europa senza frontiere
Intervista allo storico dopo la consegna del premio Carlo Magno al pontefice

 "Eccome se c'è un legame tra il Vaticano e Carlo Magno. Basta guardare indietro". Franco Cardini, storico di fama internazionale, risponde a LaPresse sulla consegna del premio Carlo Magno a Papa Francesco, consegna avvenuta stamane in Vaticano alla presenza dei rappresentanti della Ue.

Professor Cardini, ci può spiegare questo rapporto antico tra Chiesa e Carlo Magno?

apa Leone III, quando ancora i pontefici non indossavano la tiara, si inventò una corona che pose sul capo di Carlo Magno. Bisogna dire che l'imperatore non gradì poi molto questa incoronazione, ne fu anche infastidito.

Perchè?

Quando uno ti pone una corona sul capo, vuol dire che si ritiene ed è sopra di te. E questo Carlo Magno lo capiva bene, a tal punto che usò quella stessa corona che aveva ricevuto anche contro il Papa, contro colui che lo aveva incoronato.

E oggi, che senso ha parlare di Carlo Magno e di un premio europeo?

Un senso legato alla figura del pontefice, un papa cittadino del Paese più europeo del Sudamerica.

E il ruolo della Chiesa oggi? 

In un Europa divisa fra tre religioni e gli agnostici, che ritengo siano poi la stragrande maggioranza, un premio al pontefice è il riconoscimento che la presenza della Chiesa è comunque una presenza irrinunciabile in un momento oltretutto in cui siamo in caduta libera per quanto riguarda il problema demografico.

Siamo al problema dei migranti allora.

Trovo miope che non si rispetti chi viene da fuori e trovo miope che qualcuno possa pensare che la rinascita dell'europa passi per la chiusura delle frontiere.

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