Forconi, flop di presenze in piazza del Popolo, cori contro Napolitano

Roma, 18 dic (LaPresse) - Qualche migliaio di persone oggi pomeriggio in piazza del Popolo per Danilo Calvani, leader dell'ala dura dei forconi. Meno del previsto i partecipanti, tanti slogan - molti anche contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - numerose bandiere e nessun incidente. "Noi la crisi non la paghiamo" e "tutti a casa", gli slogan più urlati dai manifestanti. Un gruppo è entrato in piazza cantando l'inno d'Italia e con fumogeni tricolore. Presente anche il movimento di estrema destra di CasaPound. "Un popolo, un vessillo, una nazione", tra i loro cori.

Manifestanti provenienti da molte parti d'Italia: Aosta, Reggio Emilia, Firenze, Ivrea e Torino. Dal camioncino allestito per gli interventi storie di imprenditori, operai e disoccupati. Molti i discorsi in difesa dell'Italia e contro l'Europa. Insulti alle istituzioni e anche un ricordo dei giudici Falcone e Borsellino, definiti "eroi italiani".

"Il 9 dicembre è iniziata la liberazione del popolo italiano da questi parassiti", ha detto dal palco Calvani. Una marea di 'buu' all'indirizzo di Giorgio Napolitano è partito da piazza del Popolo quando Danilo Calvani, leader dei forconi lo ha nominato durante il suo intervento. Un coro di fischi e grida 'buffone' sono partiti dalla folla. "Gli italiani non vogliono rinunciare alla loro sovranità presidente ma a un presidente come lei", ha detto Calvani. Un coro invece si è levato a favore di Papa Francesco. Lo stesso Calvani ha voluto fare gli auguri al Pontefice. Dalla folla si sono alzati cori da stadio al grido: "Francesco uno di noi".

"Abbiamo indetto - ha annunciato Calvani - una iniziativa ad oltranza. Non sciogliamo i presidi, ma allentiamo per le feste. Dopo, però, se i politici non ne vanno la lotta sarà più dura e determinata". "Il popolo italiano unito - ha proseguito - deve operare questa metastasi cari politici la storia vi ha già condannati, scriverà che siete il peggior degrado della Repubblica. Però una cosa per il popolo italiano potete farla: dimettetevi, andate via". Alla fine del discorso, tra le ovazioni della folla e la ressa dei giornalisti, Calvani è stato circondato dalle guardie del corpo che lo hanno portato subito via.

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