Foggia, droga a domicilio pagata a rate: 6 arresti

Bari, 2 dic. (LaPresse) - All'alba di questa mattina, i finanzieri del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) di Bari, in collaborazione con il personale dello Scico di Roma, nell'ambito dell'operazione 'Gold&Camel', hanno eseguito misure cautelari personali e reali, disposte dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. In manette sono finiti sei esponenti di un'organizzazione criminale foggiana dedita al traffico di droga e sono scattati i sigilli su beni mobili, immobili, aziende e conti correnti bancari. A capo del gruppo, Carmine Delli Carri, classe '75, uomo storicamente vicino al clan Sinesi/Francavilla. Era lui che si occupava di gestire e procurare le sostanze stupefacenti che poi commercializzava sul mercato. La droga veniva solitamente venduta ad una clientela selezionata, fidelizzata grazie ad un sistema di consegne a domicilio: gli ordini arrivavano tramite facebook e venivano pagati a rate.

A smerciare la droga anche in Molise e nelle Marche ci pensavano Domenico Piserchia e Domenico Scrocco. Il primo curava direttamente i rapporti con la clientela, procacciava continuamente nuovi acquirenti e si occupava di allargare il territorio d'azione, rimpiazzando sistematicamente gli spacciatori arrestati con nuova forza lavoro (nel corso delle indagini sono stati ben 8 i soggetti tratti in arresto dal Gico in flagranza di reato a Foggia, Jesi e Termoli). Scrocco era, invece, il responsabile della logistica e provvedeva al trasporto ed alla consegna della droga in trasferta, ai clienti fuori regione. Per l'approvvigionamento dello stupefacente, l'organizzazione disponeva al suo interno di una cellula operativa facente capo alla criminalità di Cerignola (Foggia), costituita da Francesco Magrone, 29 anni e Francesco Mansi, 28 anni, i quali, a loro volta, disponevano di importanti agganci in Lombardia. Qui, infatti, era da tempo residente lo zio dei Magrone, Michele Perrucci, alias 'lo Zio', classe ?57, in grado di poter reperire e far arrivare al Sud importanti quantitativi di droga: nel corso dell'operazione i militari ne hanno sequestrati 34 chili.

Dalle indagini è emerso che il gruppo era in grado di commercializzare circa 20 chili di droga al mese, con un volume di affari che si aggirava intorno ai 60.000 euro mensili che venivano poi reinvestiti in immobili e capitalizzati in prodotti finanziari. Le indagini economico-patrimoniali hanno fatto emergere un'assoluta sproporzione tra i beni che gli indagati avevano a disposizione e la capacità economica ufficialmente dichiarata: nell'ultimo decennio hanno effettuato acquisti, spese ed investimenti per oltre 2,9 milioni di euro a fronte di un reddito di circa 1,6 milioni di euro. Da qui i sequestri patrimoniali preventivi, preordinati alla confisca per sproporzione: in Puglia e Lombardia su 6 immobili e 2 compendi aziendali siti a Foggia e Cormano (Milano), oltre a 16 rapporti finanziari presso istituti di credito; in Sardegna su una villa a Santa Teresa di Gallura (Olbia). II tutto per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro.

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