FOCUS Lampedusa, abbraccio papa con immigrati: Preghiamo per chi non c'è più

Lampedusa, (Agrigento), 8 lug. (LaPresse) - Ringraziamenti e preghiere per chi non c'è più. Papa Bergoglio, contro ogni protocollo, dopo essere atterrato a Lampedusa per una visita storica e dall'imponente gesto politico, ha incontrato un gruppo di naufraghi sul molo Favaloro, intrattenendosi con loro prima di celebrare la messa nello stadio 'Arena'. Gli immigrati hanno accolto il pontefice, cantando canti alla madonna. Francesco, dopo aver detto 'cantate bene, però', ha voluto ringraziare tutti per l'accoglienza. "Vi saluto tutti e ringrazio per l'accoglienza, siamo qui oggi nella preghiera e anche per questo non ho parlato. E' per questo che oggi sono qui. Grazie, grazie".

"Preghiamo anche per quelli che oggi non sono qui", ha detto il pontefice che ha salutato tutti i migranti, stringendo la mano ad ognuno di loro. Il gruppo è formato da una cinquantina di persone, che hanno indossato cappellini bianchi: molti sono musulmani e giovani. Per ognuno di loro Bergoglio ha avuto un sorriso e una parola di conforto. Ma soprattutto il Papa ha ascoltato le storie dei naufraghi. Uno di loro si avvicina al pontefice e racconta: "Siamo fuggiti dal nostro Paese per due motivi: politico ed economico e per arrivare in questo luogo tranquillo abbiamo superato numerosi ostacoli. Siamo stati rapiti da molti trafficanti, per arrivare qui abbiamo sofferto moltissimo". L'immigrato ha anche consegnato una lettera al Santo Padre.

Il giovane, visibilmente emozionato, ha chiesto aiuto al Papa spiegando di essere "costretto a restare in Italia perché abbiamo lasciato le nostre impronte digitali e quindi non possiamo andare via. Chiediamo agli altri Paesi europei di aiutarci". Papa Francesco ha ascoltato con attenzione le parole del giovane e gli ha stretto la mano.

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