Firenze, strangola la moglie e tenta il suicidio
Rosario Giangrasso, Il 2 luglio scorso, era salito su un'impalcatura del Duomo di Firenze per protestare e richiamare l'attenzione sulla sua condizione economica

Una vita tormentata da problemi economici e psichici. E' quella di Rosario Giangrasso, 53 anni, residente a Scandicci (Firenze), che intorno alle 11 di mattina, nella casa in cui viveva in affitto con la famiglia, in via Lorenzo Ghiberti, ha prima ucciso la moglie Dao, 43 anni, di origini thailandesi, strangolandola con una fascetta elettrica e finendola con un oggetto contundente, forse un mattarello, e poi ha tentato di suicidarsi tagliandosi le vene e rimanendo gravemente ferito.

Nel momento in cui si è consumata la tragedia familiare, i due coniugi erano soli nell'appartamento perché i loro figli, una ragazza e un ragazzo, di 16 e 14 anni, erano usciti. E' stata proprio la figlia più grande, rientrando a casa, ad accorgersi di cosa era accaduto e a dare l'allarme. Il padre, sanguinante, era in camera da letto. La madre, ormai priva di vita, era sul letto, ma nascosta sotto un piumone. L'uomo ha lasciato anche un biglietto in cui accusa diverse persone e istituzioni di averlo abbandonato e ringrazia invece un parroco e altre persone che lo hanno seguito.

Giangrasso è stato portato all'ospedale di Torregalli ed è piantonato in stato di arresto. Ex muratore e giardiniere, da tempo disoccupato, era conosciuto per i suoi gesti eclatanti con i quali cercava di richiamare l'attenzione delle istituzioni, da cui si aspettava un aiuto per uscire dalla grave situazione economica in cui versava. L'ultima sua iniziativa balzata agli onori della cronaca risaliva al 2 luglio scorso, quando era riuscito a salire su un'impalcatura allestita sul retro del duomo di Firenze per protestare per la sua condizione di disoccupato e sotto sfratto. La piazza era gremita di turisti che, incuriositi, seguirono l'evolversi della vicenda.

Dopo aver ottenuto dal sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, la garanzia di un incontro, Giangrasso era sceso da solo dalle impalcature. Nel marzo del 2012, disperato per aver perso il lavoro, si arrampicò su una gru alta 50 metri a Scandicci. Nel 2013 salì su un traliccio, sempre a Scandicci, perché temeva di perdere la camera che gli aveva messo a disposizione il Comune in un affittacamere. In quell'occasione, sul suo profilo Facebook, postò le foto del gesto e scrisse: "Il confine tra la vita e la morte, cosa mi tocca fare per non farmi portare via moglie e figlioli dai servizi sociali".

Poco tempo dopo, sempre temendo che i servizi sociali gli togliessero i figli, affisse un cartello all'ospedale di Torregalli, tra Firenze e Scandicci, dichiarandosi disposto a vendere un rene per mantenere la famiglia. "E' una tragedia che ci lascia tutti sconvolti: siamo attoniti, senza parole, rispetto a quello che è successo", ha commentato il sindaco Fallani, "conosciamo la famiglia, i figli, ed è una vicenda che davvero ci tocca da vicino. Seguivamo queste persone da tempo. Adesso cercheremo di capire come sia potuto accadere qualcosa di così terribile".

Ad aggravare la situazione di Giangrasso, negli ultimi tempi, anche la consapevolezza che il rapporto con la moglie stava per finire. Sembra, infatti, che di recente la donna avesse manifestato l'intenzione di lasciarlo, anche per la difficoltà di vivere con una persona che aveva mostrato in più occasioni esplosioni di rabbia e squilibrio mentale.

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