Firenze, al Teatro Cestello nuovo spettacolo Gigi Proietti
Produttore e regista della commedia 'Parole parole parole'

Tra le firme prestigiose che arricchiscono il trentesimo cartellone del Teatro di Cestello, a Firenze, c'è quella del mattatore Gigi Proietti che arriva a Firenze, in veste di produttore e regista, sul palco della sala di San Frediano da venerdì 29 a domenica 31 gennaio (venerdì e sabato ore 20,45, domenica ore 16,45), con la nuova produzione 'Parole parole parole', commedia brillante scritta da Adriano Bennicelli. In scena la figlia del celebre attore, Carlotta Proietti, e Matteo Vacca, coppia artistica affiatata a disegnare i protagonisti della nostra originale vicenda, Una storia a due , inconsueta, delicata, surreale, brillante... tenera, come è nello stile di Bennicelli. I protagonisti? Lui, che da piccolo è stato balbuziente. Lei, la vigilante muta che appare nel monitor di una banca. Può la parola avere la meglio su di un amore sgrammaticato? Per amarsi bisogna conoscersi e gli occhi e il cuore sono fondamentali, ma non sono tutto. Bisogna parlarsi. Ecco: le parole, il terminale sonoro dell'anima, della mente e dei sentimenti. L'uso della parola, questo hanno fatto i Poeti di sempre, grandi e piccoli o piccolissimi, compresi gli autori di canzoni che, senza che ce ne accorgiamo, riempiono i nostri giorni. Parole, che possono essere usate come pret-a-porter nell'esternare i nostri sentimenti. Con gli occhi Valerio si innamora di Laura. La vede ogni giorno, fissa, nel monitor della security della banca dove lavora. Non l'ha mai sentita parlare, né si conoscono. Quindi non si è mai dichiarato. Inoltre c'è un ostacolo apparentemente insormontabile: lui è balbuziente. Ma anche questo fa parte del tema delle parole  anche se le sue sono un po' più faticose. La storia d'amore, comunque, nasce. Si conoscono, si frequentano, si amano. Tutto in un clima quasi di sogno. E i sogni possono essere sereni, agitati, o addirittura incubi, l'importante è svegliarsi con la voglia di continuare ad assaporare la vita. Alla scrittura di Bennicelli risponde come la regia vivace del maestro Gigi Proietti.

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