Fingeva di vaccinare pazienti: trasferita infermiera a Treviso
La Procura ora sta valutando se aprire un'inchiesta

Fingeva di vaccinare i pazienti nell'ambulatorio della Asl2 di Treviso, ma in realtà gettava il medicinale senza utilizzarlo e registrava la prestazione come effettuata. Un'infermiera è stata trasferita ad altro incarico dopo le segnalazioni dei suoi colleghi, insospettiti soprattutto dal fatto che i bambini non piangevano mai. Dopo le denunce, nel giugno del 2016, la procura e i carabinieri del Nas di Treviso avevano aperto un'indagine, terminata con l'archiviazione disposta dal gip, su richiesta del pubblico ministero, "in assenza di ulteriori elementi a carico". Lo scorso 10 aprile però, in seguito ad accertamenti, la direzione del dipartimento di prevenzione dell'azienda trevigiana, avendo "elementi sufficienti per ritenere che l'assistente sanitaria non aveva eseguito tutte le vaccinazioni", ha fatto una nuova segnalazione alla Procura, che ora sta valutando se riaprire l'inchiesta. La Asl, si legge in una nota "ritiene che si sia configurata una grave violazione dei doveri professionali e degli obblighi assistenziali". Tutti i cittadini interessati, circa 500 tra adulti e bambini, sono stati richiamati per completare correttamente la vaccinazione.

"A noi interessa la salute dei cittadini e assicurare quei servizi della cui erogazione siamo incaricati - sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell'azienda sanitaria -. In questo frangente, il sistema ha dimostrato di essere all'altezza. Se un'operatrice, infatti, può essere venuta meno ai suoi compiti, il fatto non è passato inosservato ai colleghi che subito se ne sono accorti e hanno attivato tempestivamente tutti quei percorsi a garanzia dei cittadini e dell'azienda".

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