Federalberghi: In montagna -4,2% vacanzieri, +6,4% sciatori

Roma, 29 mar. (LaPresse) - Quasi 7,53 milioni di italiani (di cui il 65% maggiorenni ed il 35% minorenni), rispetto agli 7,86 milioni del 2013, sono stati da gennaio a marzo in località sciistiche dell'Italia e dell'estero, per un calo del 4,2%. Lo rivelano i dati dell'indagine effettuata per Federalberghi dall'Istituto ACS Marketing Solutions dal 19 al 25 marzo intervistando con il sistema C.A.T.I. un campione di 3.500 italiani maggiorenni rappresentativo di circa 50 milioni di connazionali maggiorenni. Il campione è stato costruito in modo da rispecchiare fedelmente la popolazione di riferimento, tale da includere anche i minorenni, mediante l'assegnazione di precise quote in funzione di sesso, età, grandi ripartizioni geografiche, ampiezza centri ed istruzione. Calcolando però la frequenza sciistica complessiva, il numero di italiani che hanno frequentato le piste da sci arriva a 11,44 milioni nel 2014, rispetto ai 10,75 milioni del 2013 per un incremento del 6,4%. Segno evidente di come gli appassionati della neve per il 68% prediligano i week end e solo il 32% scelga ancora la formula della settimana bianca.

Nel dettaglio, 3,64 milioni di italiani (rispetto ai 3,78 milioni del 2013) hanno trascorso una settimana bianca, segnando un calo del 3,7%. Coloro che invece hanno effettuato solo dei week end sulla neve sommati a quanti oltre alla settimana bianca hanno effettuato anche almeno 1 week end bianco sono stati circa 4,85 milioni (rispetto ai 4,49 milioni del 2013) per un incremento dell'8,2%. Il giro d'affari delle settimane bianche è stato di 2,31 miliardi di Euro (rispetto ai 2,37 miliardi di Euro del 2013). Il giro d'affari generato dai week end sulla neve è stato di 2,64 miliardi di Euro (rispetto ai 2,29 miliardi di Euro del 2014).

Il giro d'affari complessivo del turismo bianco nel 2014, considerando tutte le voci di spesa, è stato pari a 4,96 miliardi di Euro (rispetto ai 4,66 miliardi di Euro del 2013). Le Regioni più gettonate sono state il Trentino-Alto Adige che resta la regione leader con il 23,3% della domanda (rispetto al 24,6% del 2013), seguito dal Piemonte con il 10,6% (14,1% del 2013), dalla Lombardia con il 9,7% della domanda (8,5% del 2013), dalla Valle d'Aosta con l'8,7% (9,2% del 2013), dal Friuli Venezia Giulia con il 7,8% della domanda (7,7% nel 2013), dall'Abruzzo col 5,9% (4,9% nel 2013) e dal Veneto con il 5,8% della domanda (7,1% nel 2013). Infine, l'88,2% è rimasto in Italia mentre l'11,8% è andato all'estero.

"Considerando l'innevamento naturale che caratterizza ancora molte località montane italiane, al punto da poter sciare fino a Pasqua, confidiamo che i risultati realizzati dal turismo bianco nei primi tre mesi dell'anno possano consolidare un dato che in un momento di estrema crisi come l'attuale rappresenta, forse, un primo timido segnale di inversione". È questo il commento di Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, alla lettura dei risultati relativi al consuntivo delle settimane bianche e week-end sulla neve. "Il calo percentuale dei vacanzieri italiani - prosegue Bocca - di coloro cioè che si sono mossi per un periodo di soggiorno in una delle molteplici località sciistiche del Bel Paese, è stato superato dal numero complessivo degli sciatori che, peraltro, ha sostenuto il giro d'affari dell'intera filiera". "Il tutto - aggiunge Bocca - accompagnato da un'attentissima politica dei prezzi degli albergatori italiani che da soli, senza alcun incentivo pubblico, hanno attuato iniziative promozionali ed offerte in grado, alla luce dei risultati, di invertire la tendenza". "Sono stati i week end sulla neve - prosegue il presidente di Federalberghi - i veri protagonisti di questa lunga stagione sciistica, scelti dal 68% della domanda nazionale, rispetto al 32% degli italiani che hanno ancora preferito la più tradizionale settimana bianca". "Alla luce di questo risultato, maturato dal brand Italia - conclude Bocca - la richiesta che rivolgiamo a Governo e Parlamento è per un alleggerimento dei costi del sistema ricettivo ed una rapida modifica del Titolo V della Costituzione che ridia centralità alla promozione di questo settore che dimostra di essere quello maggiormente capace di produrre ricchezza ed occupazione".

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