Fedeli a Isis arrestati nel bresciano, giudici: Pronti a colpire
Condannati a 6 anni, Bikri e Waqas volevano uccidere i "miscredenti" in Occidente

Lassaad Bikri e Muhammed Waqas, i due fondamentalisti arrestati lo scorso anno nel bresciano per la loro adesione all'Isis, erano dei "lupi solitari", pronti a colpire i "miscredenti" in Occidente. Lo fanno presente i giudici della prima corte d'Assise di Milano nelle motivazioni della sentenza con la quale il 25 maggio scorso hanno condannato entrambi gli imputati a 6 anni di carcere. "Eloquente - scrivono i giudici - è il contenuto della guida 'How to survive in the west' (letteralmente 'Come sopravvivere in Occidente', manuale per aspiranti mijaiddin che vivono in Europa o negli Usa, ndr.) - di cui gli imputati erano possesso e a cui si sono ispirati - dove, al paragrafo intitolato 'guerra in manifestazioni' esplicita: 'l'inizio di questo libro ti insegna come essere un agente segreto che fa cose  autonomamente, tu sei uno che non dipende da nessun tipo di gruppo, la tua sola connessione con lo stato islamico è ideologicaà il tuo primo scopo sarà continuamente imparare informazioni ed estenderle. Questo è quello che ci legherà insieme".

"Si ritiene che le condotte degli imputati - che durante tutta la durata delle indagini hanno sempre agito in concorso - siano idonee a integrare quel minimum organizzativo in cui si deve estrinsecare il reato associativo" di terrorismo, si legge ancora nelle motivazioni della sentenza. Per i giudici i due uomini erano "fortemente determinati a uccidere". "Accolta la chiamata del Califfato ad attuare il jihad, e dopo un'adesione anche formale con la formula del giuramento per quanto riguarda il Bikri, i due imputati hanno sempre fatto espresso riferimento alla volontà di commettere attentati, valutando possibili obiettivi", fanno notare i giudici in un passaggio delle motivazioni.

Bikri, inoltre, "spendeva il nome" dell'Isis "nella sua attività di propaganda attraverso l'account Twitter e si era procurato dei contatti diretti con altri mujaheddin". Per i giudici "i due erano determinati a ammazzare in Italia, a tratti sognavano di raggiungere il territorio dell'Is - organizzazione terroristica di cui si sentivano e facevano parte - per partecipare al jihad in quella terra. In ogni caso il loro agire - anche estemporaneo e isolato - sarebbe stato facilmente riconducibile allo Stato Islamico, e da esso certamente rivendicato".

FEDELI ALL'ISIS. Per i giudici il fatto che Lassaad Bikri il 7 aprile 2015 abbia pubblicato su Twitter la foto di un bigliettino che riportava la formula del giuramento di fedeltà al Califfato fornisce "inequivocabilmente la chiave di lettura delle aspirazioni e delle azioni degli imputati". "La formula riportata su questo biglietto altro non è che il giuramento di fedeltà (bay'a) al califfo Abu Bakr al Baghdadi,  e dunque al Califfato - scrivono i giudici in un passaggio delle motivazioni - . Prestare tale giuramento significa condividere i principi religiosi che attengono alla più radicale ortodossia e mettersi a disposizione dell'Is, aderire al concetto di jihad che impone l'eliminazione fisica dei miscredenti in qualunque parte del mondo per arrivare, infine, all'unificazione della 'Umma' e dall'attuazione concreta del cosiddetto panislamismo. E non si tratta di un gesto simbolico di mera adesione ideologica ai principi del Califfato, ma è la risposta che ogni musulmano deve dare alla chiamata alla jihad".

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