Apologia del fascismo, l'Anpi denuncia la manifestazione di Predappio

Formalizzata la querela verso tutti coloro che hanno partecipato alla commemorazione della marcia su Roma lo scorso 28 ottobre

"La manifestazione che si è svolta a Predappio il 28 ottobre 2018 è senza dubbio alcuno apologia del fascismo", con questa accusa l'Associazione nazionale dei partigiani formalizza la denuncia verso tutti coloro che hanno preso parte alla commemorazione della marcia su Roma del 1922

Il corteo aveva causato polemiche e condanne soprattutto per la maglietta di una militante di estrema destra - diventata virale - con scritto 'Auschwitzland' riprendendo nell'iconografia il noto parco divertimenti Disneyland. 

"L’ennesimo corteo di camerati in camicia nera che espongono simboli dell’odio (svastiche, fasci littori o celtica) e porgono, con fare osannante, il saluto romano al sacrario di Benito Mussolini, unito agli episodi più compiutamente sopra descritti, - si legge nell'atto di denuncia-querela firmato dalla presidente nazionale dell'Anpi Carla Nespolo e presentato presso il tribunale di Forlì - rappresenta una evidente violazione della XII disposizione di attuazione della Carta costituzionale che vieta la ricostruzione del partito fascista". 

"Se la manifestazione è stata di per sé inquietante, particolarmente gravi sono apparsi due episodi", si legge ancora. "Durante il raduno è stato portato a celebrare Mussolini un ragazzino, evidentemente incoraggiato dalla madre ad indossare la divisa dei Balilla e che ripeteva ossessivamente quanto la mamma andava dicendo ai cronisti. Segnale inequivocabile del fatto che, in un momento di completa perdita dei valori, anche la gioventù è educata all’odio".

E poi il secondo episodio. "Non meno terrificante l’immagine di Selene Ticchi D’Urso, candidata nel 2017 a Budrio quale sindaco, che alla celebrazione di Predappio indossava una maglietta con la scritta 'Aushwitzland': l’interessata, che peraltro non era la sola ad esibire quella disgustosa figura, ha ironizzato sul fatto che si trattasse di una scelta mossa da humor nero. E, invece, trattasi chiaramente di una sprezzante istigazione all’odio razziale, peraltro in un momento pericolosissimo di forte tensione sociale".

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