Famiglie No Tav: I nostri figli in corteo per imparare la solidarietà

Torino, 11 dic. (LaPresse) - "Noi manifestiamo con i bambini e per i bambini, è nostro diritto e dovere al contempo, per difendere il loro futuro e insegnare loro i valori dell'impegno civile e sociale". E' quanto scrive in un comunicato un gruppo di famiglie No Tav, in risposta a una lettera pubblicata ieri dal quotidiano La Stampa, del vice presidente nazionale della Federazione italiana pediatri, Nico Sciola, che ha parlato di mancanza di "buonsenso" e "ruolo genitoriale" da parte dei genitori che portano i propri figli alle manifestazioni No Tav, che dovrebbero "educarli alla convivenza in una società civile".

"Nella nostra collettività - ribattono i genitori No Tav - ci conosciamo tutti e ogni adulto si sente responsabile per i propri e altrui figli, dunque siamo orgogliosi di portare i bambini a costruire un mondo fatto di solidarietà e rispetto per le cose e le persone. I nostri bambini apprendono che la terra è un bene che appartiene alla comunità intera e soprattutto appartiene alle generazioni future. L'educazione viene dall'esempio e ciò che passiamo ai nostri figli con la partecipazione al movimento No Tav è la possibilità di autodeterminare il proprio destino nel rispetto del prossimo. Le famiglie valsusine sono un esempio di collettività pacifica, consapevole e solidale da imitare per pensare a un mondo di cittadini responsabili".

"Medici e operatori sanitari della Valle di Susa - sottolineano poi le famiglie - hanno stilato un documento nel quale dichiarano che se il progetto dell'alta velocità in valle verrà avviato vi sarà un aumento del 10% delle malattie delle vie respiratorie per anziani e bambini. Le nostre scuole di montagna chiudono, per andare al pronto soccorso dobbiamo fare chilometri con il rischio di non arrivare in tempo, si riducono i treni pendolari per andare al lavoro e a scuola. Ci dicono che tutto ciò serve a risparmiare per poi comunicarci che 20 miliardi di euro verranno sperperati in un'opera faraonica e dalla dubbia utilità". "Come famiglie - spiegano i valsusini - non possiamo rinunciare a proteggere i nostri figli e il loro futuro".

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