Facebook, garante privacy: Più rapidità nel rimuovere contenuti
Interviene a proposito dei casi di Tiziana Cantone e sull'inchiesta sui post di odio in Germania

Serve più rapidità nel rispondere alle richieste di rimozione dei contenuti, accompagnata da maggiore consapevolezza da parte degli utenti. Lo sostiene il garante della privacy Antonello Soro, intervistato da 'Repubblica' e dal 'Messaggero'. Soro interviene, in particolare su due casi recenti che vedono Facebook al centro dei riflettori: la vicenda di Tiziana Cantone, suicidatasi per la pubblicazione di un video hard, e l'inchiesta sui post di odio in Germania.

"Dobbiamo essere più consapevoli che i nostri diritti vanno difesi nella dimensione online come in quella offline", spiega Soro a Repubblica. "In conseguenza dobbiamo esigere che l'oscuramento o la rimozione di contenuti lesivi della dignità della persona sia fatto con tempestività". "Oggi si riconosce che questa richiesta può venire dal singolo utente, e solo se il gestore non la soddisfa deve intervenire l'autorità giudiziaria". "La cronaca ci insegna che la tempestività è fondamentale, per evitare altri drammi come quello di Tiziana".

Circa l'inchiesta su Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, per mancata rimozione di contenuti che negavano l'olocausto ebraico, Soro definisce la decisione della magistratura tedesca "un passo avanti, con l'autorità che richiama Facebook ai suoi doveri". Tuttavia, "l'iscrizione ai social sulla base di un documento di identita'" non è un'opzione percorribile, perché "darebbe ai gestori di queste piattaforme l'archivio dell'umanità". "Sarebbe terribile delegare la censura a queste organizzazioni gigantesche largamente governate da algoritmi", sottolinea Soro al Messaggero.

Quanto infine al caso americano in cui le autorità chiedono di aprire gli smartphone dei criminali, Soro afferma che "Apple con l'Fbi ha forzato il buonsenso: si chiedeva a chi detiene il codice sorgente di aprire non tutte ma alcune casseforti, in nome della collaborazione contro crimine e terrorismo. E'successo anche a Milano. Atteggiamenti di resistenza a un percorso di legalità che invece conviene a tutti. In questi casi, mi auguro in futuro una collaborazione intelligente dei provider".
 

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