Fabbrica fuochi esplosa nel frusinate, sequestrata l'area

Frosinone, 13 set. (LaPresse) - L'area della fabbrica di fuochi di artificio Cancelli di Arpino, nel frusinate, dove ieri si è verificata un'esplosione che ha provocato la morte di sei persone, è stata sequestrata. Sul posto i carabinieri della stazione di Arpino e i militari del Noe stanno portando avanti le indagini per stabilire la causa dello scoppio. Per tutta la notte le forze dell'ordine, con i vigili del fuoco e la guardia forestale hanno lavorato sull'area. Nel frattempo il pm Francesco Carullo della procura di Cassino ha aperto un fascicolo di inchiesta. Per ora non ci sono ipotesi di reato.

Ad Arpino è stato proclamato il lutto cittadino. Per il giorno del funerale, che è ancora da stabilire, saranno in lutto anche i paesi vicini di Sora, Veroli e Fontana Liri. La violenta esplosione avvenuta ieri nel primo pomeriggio ha quasi completamente distrutto la fabbrica. Nel 1994 un altra tragedia aveva colpito la famiglia: anche allora furono sei le vittime. Quella fabbrica, in provincia dell'Aquila fu chiusa e nessuno continuò la tradizione. Stessa sorte toccherà alla struttura distrutta ieri. Una tragica fatalità, un destino beffardo ha voluto che le due esplosioni avvenissero alla stessa ora, le 14.53. L'altra volta erano morti il cugino e i nipoti di Claudio Cancelli, il titolare.

Questa volta a perdere la vita è stato lo stesso titolare, 70 anni, insieme ai figli Gianni e Giuseppe, rispettivamente di 42 e 45 anni. Hanno perso la vita anche due operai, Francesco Lorini ed Enrico Battista. Lo scoppio principale è avvenuto in una parte della fabbrica, che è circondata da decine di casematte che contengono il materiale pirotecnico. Tra le possibili cause c'è quella di un problema di fabbricazione dei fuochi. La lavorazione era ancora infatti completamente manuale. Per i vigili del fuoco tutto potrebbe essere avvenuto a causa di un errore nella combinazione artigianale delle polveri.

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