Expo, Sala e Paris prosciolti: altri imputati rinviati a giudizio
Cade l'accusa di abuso d'ufficio per gli alberi per il sito di Rho Pero

Dopo mesi di indagini, per il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il filone del processo Expo relativo a 6 mila alberi per il sito di Rho Pero si è chiuso in udienza preliminare "perchè il fatto non sussiste".

La Procura Generale ha tentato, anche modificando più volte il capo d'imputazione, di dimostrare un possibile coinvolgimento di Sala nelle presunte irregolarità della fornitura. Il gup Giovanna Campanile, invece, ha ritenuto che il 23 ottobre del 2013 l'ex ad e commissario Expo non abbia commesso abuso d'ufficio - questo il reato contestatogli in concorso con l'ex manager dell'Esposizione Universale Angelo Paris, anche lui prosciolto - quando ha affidato direttamente alla Mantovani Spa, già vincitrice della gara per la Piastra, il compito di procurare e piantare una parte delle "essenze arboreee" previste dal progetto degli spazi espositivi.

L'ex 'Mr Expo', a differenza di quanto hanno sostenuto dai Pg Massimo Gaballo e Vincenzo Calia, per il giudice non era tenuto a indire una gara europea a evidenza pubblica, pena la violazione del codice degli appalti. E con la sua scelta non avrebbe causato un "ingiusto vantaggio patrimoniale" alla Mantovani Spa, che dopo aver assunto l'incarico aver incassato 4,3 milioni era riuscita a subappaltare la fornitura "all'Ati Zelari-Euroambiente a un costo inferiore a 1,7 milioni".

"Ho sentito il sindaco, è contento, è stata ristabilita la verità storica su questa fornitura di alberi e su come è andato Expo, che è stato un grande successo per l'Italia", ha riferito l'avvocato Salvatore Scuto, che difende Giuseppe Sala assieme al legale Stefano Nespor, subito dopo la decisione.

Per Sala, dunque, resta in piedi un solo processo Expo, quello legato all'accusa di "falso materiale e ideologico", mossagli sempre dalla procura generale per aver retrodatato il verbale con il quale il 30 maggio 2012 aveva sostituito due commissari della gara per la Piastra, risultati incompatibili. Un escamotage, per l'accusa, che avrebbe consentito di non rifare l'intera procedura, rischiando così di non ultimare in tempo i lavori per il 1 maggio 2015, quando Expo ha aperto i cancelli. Per questo filone, Sala ha optato per il rito immediato e il processo si aprirà il prossimo 15 maggio.

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