Expo, l'esperto: No a ossessione dieta anche in gravidanza

Di Luca Rossi

Rho-Pero (Mi), 7 ott. (LaPresse) - "Tutte le volte che gli apporti di alimenti, intesi come fonte di energia, proteine, sali minerali, vitamine e micro-sostanze protettive, non sono adeguati al fabbisogno di un individuo e sono inferiori, si creano poco per volta e giorno dopo giorno delle situazioni di carenza che possono portare a questo quadro clinico molto differenziato che definiamo globalmente malnutrizione per difetto. Per differenziarla dalla malnutrizione per eccesso, che invece è quello che abitualmente viene definito sovrappeso o obesità". Così il professor Andrea Pezzana, medico specialista in Nutrizione clinica dell'università di Torino, a LaPresse, a margine dell'incontro dal titolo 'Stili di vita e prevenzione della malnutrizione per difetto', organizzato questa mattina nell'ambito del programma del ministero della Salute nello Spazio donna di Expo Milano 2015.

I RISCHI IN GRAVIDANZA. "In questa sua peculiarità di evoluzione fisiologica rispetto all'uomo, la donna attraversa delle tappe ben scandite nell'arco della vita, ognuna delle quali può essere fonte di benessere, di piacevolezza, di novità, ma ci può anche essere una situazione in cui per problemi fisici o psicologici si creano le condizioni per la malnutrizione per difetto. La gravidanza, certamente, è uno di questi momenti, anche se nel mondo le possibilità di genesi sono molto diverse. Purtroppo - ha spiegato Pezzana - c'è una grossa fetta di mondo in cui la malnutrizione per difetto caratterizza la gravidanza proprio perché non c'è una sufficiente quantità di energia, di alimenti, di proteine disponibili. C'è anche, invece, un Nord del mondo che, un po' in questa ossessione, frenesia schizofrenica per la dieta, mantiene anche durante la gravidanza degli stili alimentari troppo restrittivi, a volte per cercare di contenere persino esageratamente il fisiologico aumento di peso. Ci sono delle recenti casistiche nordamericane - ha proseguito - che riportano dei dati che preoccupano: fino al 17-18% di donne al terzo trimestre di gravidanza, quando quindi si dovrebbe arrivare al massimo della formazione del feto, continuano ad avere dei regimi restrittivi. Quindi, tutto questo passa molto anche attraverso la prevenzione e l'informazione. Quello che sta portando avanti il ministero della Salute nello Spazio donna è veramente una campagna di altissimo livello e profilo".

I CONSIGLI DELL'ESPERTO. "Anche alla presenza di rischi clinici, non dobbiamo medicalizzare il nostro cibo quotidiano - ha avvertito Pezzana -. Dobbiamo mantenere, comunque, le tradizioni e il piacere per il gusto. Scopriamo sempre di più che, in realtà, il cibo del futuro probabilmente sarà gradualmente un ritorno alle origini. Nel senso che, in una situazione in cui il cibo si è evoluto molto più delle nostre capacità metaboliche e biochimiche di processarlo in modo diverso, si sta scoprendo che gli stili alimentari da preferire sono proprio quelli della tradizione. Non vegetariani in senso stretto, ma sicuramente molto basati su alimenti di origine vegetale, in particolare, su vegetali freschi alternando i famosi cinque colori della salute, fonti di sostanze preventive ben definite.

Associando a questo tutto quello che ci è disponibile seguendo la stagionalità, anche proteine di origine animale, alternando le varie forme, tra carne rossa, carne bianca, pesce. Poi bisogna pensare - ha concluso il professore - che un certo ritorno ai grandi piatti della tradizione, come ad esempio l'associazione di legumi e cereali, in tutto l'arco della vita, è un ottimo modo per mantenere e guadagnare salute".

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