Ex presidente Expo condannata a due anni per frode fiscale
Diana Bracco: "Estranea ad accuse, impugneremo sentenza"

Il tribunale di Milano ha condannato in primo grado Diana Bracco, presidente e ad dell'omonimo gruppo ed ex presidente di Expo 2015, a 2 anni di carcere nell'ambito del processo per per appropriazione indebita, fatture false e una frode fiscale da un milione di euro. La pena supera la richiesta fatta dal pm Giordano Baggio, che aveva chiesto di condannare l'imprenditrice a un anno e tre mesi. Bracco, per quel che riguarda l'appropriazione indebita, era accusata di aver scaricato spese personali sui bilanci di società di cui fa parte.
Il periodo di imposta riguarda gli anni dal 2008 al 2013. Sono inoltre stati condannati a 1 anno e sei mesi anche gli architetti Marco Isidoro Pollastri e Simona Adele Calcinaghi. A tutti e tre gli imputati sono state concesse le attenuanti generiche.

'ESTRANEA AD ACCUSE'. "Non condivido la decisione del Tribunale". Così, in una nota, l'avvocato Giuseppe Bana difensore di Diana Bracco, ex vicepresidentessa di Confindustria e ex presidentessa di Expo Spa. "Ribadisco la totale estraneità della mia assistita alle accuse mosse. Attendiamo il deposito della motivazione e ricorreremo in appello per vedere riconosciute le nostre ragioni - aggiunge il legale - Dal dibattimento è emerso chiaramente non solo che le fatture contestate si riferivano a prestazioni realmente eseguite, ma anche che la mia assistita non si è mai occupata delle modalità di fatturazione e pagamento dei lavori". Conclude l'avvocato Bana, preannunciando l'impugnazione della sentenza: "Dal punto di vista fiscale tutte le imposte sono state pagate e pertanto non ci sono contenziosi aperti con l'Agenzia delle entrate".
 


 

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