Eurispes, è un amore giovane e malato: il 40% non tronca una storia dopo una violenza

Tra le donne, in molte ritengono un gesto violento ragione sufficiente per interrompere una relazione (69,2% contro il 45,5%). Ma quasi un terzo delle intervistate (30,8%) non porrebbe necessariamente fine al rapporto

Amore malato, o, comunque, con dei campanelli d'allarme che già suonano, un passo prima che scatti la violenza fisica. Tecnicamente disfunzionalità di coppia: in pratica minacce, schiaffi, spintoni, violenze psicologiche e condizionamenti che ledono la libertà e l'autostima. E' ciò che emerge dall' indagine Eurispes realizzata tra i 18-30enni intitolata 'Amore malato: dinamiche disfunzionali di coppia'. Quattro giovani su dieci non troncherebbero una relazione dopo un gesto violento.

Quasi sei su dieci (58,9%) considerano un gesto fisico violento, come uno schiaffo o uno spintone, motivo sufficiente per interrompere una relazione sentimentale; tuttavia, appare significativo che per gli altri quattro su dieci, il gesto di violenza è "tollerabile". Tra le donne, sono più numerosi che tra gli uomini, i soggetti che ritengono un gesto violento ragione sufficiente per interrompere una relazione (69,2% contro il 45,5%); ma quasi un terzo delle intervistate (30,8%) non porrebbe necessariamente fine al rapporto.

Più della metà degli intervistati (56,3%) ha voluto, almeno una volta, proseguire una relazione anche se era fonte di sofferenza costante o molto ricorrente. È accaduto più frequentemente alle donne che agli uomini (59,5% contro il 52,3%). Oltre un giovane su cinque minacciato di gesti estremi. Uomini "vittime" di minacce più delle donne. Un quarto dei giovani tra i 18 e i 30 anni (24,2%) si è sentito dire dal partner che se lo avesse lasciato avrebbe compiuto gesti estremi contro se stesso. Nonostante spesso si tratti di minacce destinate a non avere un riscontro reale, comunque un campanello d'allarme della disfunzionalità della relazione. Circostanza capitata più spesso che alle ragazze (26,5% contro il 22,5%). I maschi sono vittime di minacce più delle donne. Il 26,1% dei ragazzi ha infatti dichiarato di essere stato minacciato di gesti estremi, contro il 18,8% delle ragazze.

La netta maggioranza delle coppie sulle quali ha pesato una minaccia di violenza è arrivata alla separazione ma non subito: in una minoranza di casi, meno di un quinto (19,9%), ciò è venuto come immediata conseguenza; nel 30,8% dei casi si è aspettato un po' di tempo prima di chiudere, nel 15,5% ci si è lasciati di comune accordo. Mentre quasi due su dieci (18,6%) stanno ancora insieme.

Lo studio sul sesso e l'erotismo - Nel recente studio Eurispes 'Sesso, erotismo e sentimenti: i giovani fuori dagli schemi', era emerso il fenomeno in crescita del 'sexting': quasi 6 giovani su 10 hanno inviato e condiviso materiale sessualmente esplicito in forma verbale, fotografica o video.

La diffusione di fotografie o video "intimi" può infatti avvenire anche quando la relazione è finita e proprio per vendetta nei confronti dell'ex partner. Il cosiddetto "revenge porn" o "pornografia non consensuale" è un fenomeno in crescita, che causa danni, traumi a volte gravissimi, soprattutto alle donne. Secondo gli psicologi, gli effetti del revenge porn sulla vittima sono simili a quelli di un'aggressione sessuale fisica.

Eppure, circa un giovane su quattro pensa che sia "abbastanza" o "molto" opportuno conservare materiale a contenuto sessuale dell'ex partner, anche quando la relazione è terminata. Poco più della metà (52,1%) non lo trova "per niente" corretto, il 23,7% "poco" corretto. Le donne, maggiormente vittime di "revenge porn", si mostrano più sensibili al tema e sono più nette nelle loro risposte negative (58% "per niente" contro 44,5%).

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