Enrica Lexie, marò in Italia: Finalmente respiriamo l'aria di casa

Roma, 22 dic. (LaPresse) - I due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti in India perché accusati di avere ucciso due pescatori, sono in Italia. I due hanno infatti ottenuto dalla corte del Kerala un permesso di due settimane da trascorrere con le rispettive famiglie in occasione delle festività natalizie. Atterrati in mattinata a Ciampino, Latorre e Girone sono stati ricevuti al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine delle consultazioni con i gruppi politici. Ad accogliere i due marò, oltre ai parenti, anche il ministro della Difesa Giampaolo di Paola e quello degli Esteri Giulio Terzi con cui si terrà un colloquio privato.

Prima di scendere dall'aereo, i due marò hanno atteso a bordo i parenti per un primo saluto privato lontano dalle telecamere. Scesi dall'airbus, il primo a parlare, visibilmente commosso, è stato Massimiliano Latorre: "Sono molto emozionato, ancora faccio fatica a rendermi conto che finalmente respiriamo l'aria di casa, della nostra amata Italia. Dobbiamo ringraziare le istituzioni che hanno permesso tutto ciò". "Sono passati 10 lunghi mesi - ha proseguito - e non ci aspettavamo di tornare per Natale. Tutto questo è stato reso possibile dal grande lavoro che in questi mesi, fin dall'inizio, è stato svolto dal Governo e dalle istituzioni. Ringraziamo anche il presidente che ha accolto le nostre famiglie pochi giorni fa, non sapendo di questo nostro arrivo, per dar loro forza e coraggio. La loro forza e il loro coraggio - ha concluso - ci hanno fatto andare avanti".

"L'abbiamo sempre detto - ha aggiunto Salvatore Girone - siamo stati fiduciosi e lo siamo ancora oggi. Possiamo dire di avere una grande gioia dentro perchè l'Italia e il governo italiano e le istituzioni indiane ci hanno concesso questo permesso e una grande fiducia per farci passare il Natale con i nostri familiari. Ringraziamo il presidente e il popolo italiano che ci è stato sempre vicino. Grazie a tutti".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata