Emergenza migranti, si valuta la chiusura dei porti a navi straniere
Gentiloni e Pinotti: "Chiediamo all'Europa che la smetta di girare la faccia dall'altra parte, tutto questo non è più sostenibile"

Passo formale dell'Italia nei confronti della Commissione Europea sul tema dei flussi migratori. A quanto si apprende, il Governo avrebbe dato mandato al rappresentante di Roma presso l'Ue, l'ambasciatore Maurizio Massari, di porre il tema degli sbarchi in Italia al commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos. Il messaggio consegnato alla Commissione sottolinea come la situazione che l'Italia sta affrontando sia grave e, di fronte a questa realtà, l'Europa non possa voltarsi dall'altra parte.

L'appello lanciato ai partner europei parte da un presupposto: è diventato ormai insostenibile che approdino in Italia tutte le navi impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti. Nel caso l'Unione resti sorda a questo primo avviso, Roma potrebbe anche arrivare a negare l'approdo nei porti per le navi che non battono bandiera italiana e che non fanno parte di missioni europee.

"Un Paese intero che si sta muovendo per gestire quest'emergenza migratoria. E' l'Italia intera che si sta muovendo. Non per soffiare sul fuoco. Semmai per chiedere all'Europa che la smettano di girare la faccia dall'altra parte, questo non è più sostenibile", ha detto sul tema il premier Paolo Gentiloni, intervenendo al congresso della Cisl.

Dello stesso parere la ministra della Difesa Roberta Pinotti. "La situazione è insostenibile e grave. L'Europa non si puo girare da altra parte. Vedremo cosa seguirà a questo appello alla Ue, in base a quello prenderemo le nostre decisioni (sull'ipotesi di chiudere i porti, ndr). L'Italia non può più sostenere da sola questo peso", ha dichiarato, intervistata dal Tg3. 

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