E il senatore Rossi avvertì: "Cedono i giunti sul Ponte Morandi"
Un'interrogazione "profetica" del 2016. La Gronda che doveva scaricare il traffico dal viadotto crollato. Quando i "No Gronda" vicini a 5 stelle attaccavano: "La favoletta del crollo del Morandi"

"Recentemente il Ponte Morandi è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno reso necessaria un'opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura". La frase (purtroppo quasi profetica)  fa parte di un'interrogazione con risposta scritta presentata dal senatore genovese (di Scelta Civica), Maurizio Rossi il 28 aprile 2016. Rossi (imprenditore genovese, titolare dell'emittente Primocanale) è un sostenitore della Gronda, la nuova infrastruttura autostradale di 61 km che doveva cambiare completamente il traffico del nodo genovese e scaricarlo ("sgrondarlo", appunto) dalla quota molto rilevante che, in realtà, oggi passa da Genova diretta a Nord o a Ponente e non ha nulla a che vedere con la città. La Gronda avrebbe scaricato dal traffico extraurbano proprio il tratto della A10 che comprende il Ponte Morandi (libero da pedaggio) e che, oggi, è decisamente sovraccaricato.

Poco tempo dopo, in commissione, Maurizio Rossi tornava sulla questione: "Abbiamo un ultimo punto, il ponte Morandi, il ponte autostradale sopra Genova. Voi purtroppo sapete che ne è crollato uno recentemente. Quando si vedono 100 TIR in coda su quel ponte viene da chiedersi per quanti anni potrà reggere?".

La questione centrale, per Rossi, era dunque la Gronda. Il Ponte Morandi ne era un corollario. Ma cos'è la Gronda? Ecco la definizione più sintentica che abbiamo trovato: "La nuova infrastruttura comprende 61 km di nuovi tracciati autostradali e si allaccia agli svincoli che delimitano l’area cittadina (Genova Est, Genova Ovest, Bolzaneto), si connette con la direttrice dell’A26 a Voltri e si ricongiunge con l’A10 in località Vesima. Data la complessità dal punto di vista orografico del territorio attraversato, il nuovo sistema viario si sviluppa quasi interamente in sotterraneo e prevede 23 gallerie, per un totale di circa 50 chilometri, circa il 81% dell’intero tracciato, con sezioni variabili fino ai 500 metri quadri dei cameroni di interconnessione tra gli assi autostradali. Le opere all’aperto comprendono la realizzazione di 13 nuovi viadotti e l’ampliamento di 11 viadotti esistenti". I vantaggi principali di quest'opera sono tre: 1) Risparmio di 10 milioni di ore all’anno per gli utenti del sistema di viabilità autostradale e locale dell’area genovese; 2) Suddivisione del traffico cittadino da quello di attraversamento; 3) Alleggerire l’unico asse stradale ligure oggi costituito dalla A10.Il costo complessivo dell'opera è di 4,2 miliardi di euro e i lavori (più volte rinviati) dovrebbero cominciare quest'autumnno.

"Dovrebbero" perché la Gronda ha molti nemici. Prima di tutto i Comitati "No Gronda" che, negli ultimi anni hanno trovato (come i No Tav) udienza e sostegno da parte del M5S. I No Gronda hanno sempre sostenuto che l'opera è inutile, costosa, che avrebbe aumentato il traffico e, soprattutto, durante i lavori avrebbe provocato forti sconquassi ambientali. Intorno alla Gronda, a Genova, ci sono stati anni di discussioni. Anche su pressione dei No Gronda, gran parte del percorso (50 km su 61) è stato riprogettatoo in galleria. Recentemente, comunque, i No Gronda se ne sono usciti con comunicati (che oggi suonano agghiaccianti) in cui si parlava della "favoletta del crollo del Ponte Morandi".

E "dovrebbero" anche perché, il M5S ha più volte detto che la Gronda va inserita nel novero dei progetti da verificare (Toninelli) e sottoporre a "una revisione complessiva, che contempli anche l'eventualità dell'abbandono del progetto". Lo stesso Di Maio aveva accennato alla Gronda: "Bisogna soprattutto investire sulla mobilità sostenibile, utilizzando i soldi della Gronda per potenziare il trasporto pubblico, per potenziare la mobilità condivisa, soprattutto quella elettrica, per permettere il trasporto dei passeggeri su ferro". Tutte questioni certamente legittime e del tutto interne a un dibattito plausibile sulle infrastrutture. Ma l'interogazione del senatore Rossi, resta impressionante e quasi profetica.

 

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