Dramma sul ponte Morandi a Genova: 38 morti accertati. Il pilone rimasto in piedi rischia di crollare sulle case
Procuratore Cozzi: "Non è stata una fatalità, ma un errore umano"

Si continua a scavare sotto quel che resta del ponte Morandi. Sono 38 i morti accertati, ma i soccorritori avvertono che molte persone restano disperse e alcune automobili sotto le macerie non sono state ancora raggiunte. A Genova, sulle due rive del torrente Polcevera e nel suo letto invaso di cemento e lamiere, decine di operatori di croce rossa, vigili del fuoco e protezione civile lavorano mettendo a rischio anche la propria sicurezza. Il timore infatti è che i crolli non finiscano qui. È ancora pericolante il pilone rimasto in piedi dopo il crollo della campata centrale. La struttura incombe sulle case e si pensa possa crollare a sua volta. I vigili del fuoco hanno negato si siano aperte nuove crepe nella struttura, ma monitorano la situazione per identificare eventuali movimenti.

Le vittime: tanti giovani, tante storie spezzate sul ponte crollato

Restano una quindicina i feriti negli ospedali cittadini. Nove di loro sono stabili ma ancora in gravi condizioni. La mattina di Ferragosto il premier Giuseppe Conte ha visitato le cliniche San Martino e Villa Scassi. Si è fermato a parlare con alcuni dei feriti, ha visitato il centro del 118 che ha gestito l'emergenza e ha incontrato i patenti dei defunti all'obitorio. Intanto riprende a pieno regime il trasporto dei malati agli ospedali San Martino e Gaslini.

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