Disastro Linate, 15 anni dopo il ricordo in Sant'Ambrogio
L'unico sopravvissuto della strage ha raccontato tutta la sua delusione per l'esito del processo

Il ricordo delle 118 vittime, ma anche il riconoscimento di quanto fatto per la sicurezza degli aeroporti dal Comitato 8 ottobre, nato per preservare la memoria dell'incidente, accertare le responsabilità e impedire che fatti del genere potessero ripetersi. Sono le due facce della commemorazione del disastro di Linate, avvenuto 15 anni fa, che ha avuto questa mattina il suo momento culmine nella messa celebrata nella basilica di Sant'Ambrogio dall'arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. "Avete voluto, in questi anni, costruire per non dimenticare. E questo è importante", ha sottolineato il porporato nell'omelia, rivolgendosi ai familiari di chi quel giorno perse la vita.
"Facciamo memoria dei nostri cari guardando il futuro. E nel frattempo affrontiamo l'esistenza condividendo con amore i bisogni di chi è più provato", il suo invito.

Nel corso della celebrazione, la presidente del Comitato 8 ottobre, Adele Scarani Pesapane, che a Linate perse il marito, ha parlato di "una tragedia immane" e di "un dolore sconfinato e inconsolabile", che è stato però capace di "trasformarsi in azione attraverso la costituzione e l'opera dell'associazione". Per poi concludere con una promessa: "Il prossimo anno saremo qui ancora, motivati e determinati". Tra le rappresentanze istituzionali presenti, il vice presidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, e il sindaco di Milano, Beppe Sala. Anche il primo cittadino milanese ha voluto rimarcare, prima dell'inizio della messa, l'importanza dell'attività del Comitato, che "ha fatto tanto, portando a stimoli per migliorare la sicurezza per i passeggeri e per il traffico aereo". Sala ha inoltre aggiunto un ricordo personale, quello per "un mio caro amico e collega, con cui ho lavorato molto in Pirelli, che è morto in quell'incidente".

In prima fila anche Pasquale Padovano, unico sopravvissuto della strage, che ai cronisti ha raccontato tutta la sua delusione per l'esito del processo che ha seguito l'incidente. "Non mi faccia dire una parolaccia. I maggiori imputati sono stati assolti e nel processo non è entrata neanche la metà delle persone che dovevano entrare", ha detto l'uomo - che da allora ha subito diversi interventi e porta ancora sul corpo i segni delle fiamme - prima di entrare in basilica, "quando c'è lo Stato di mezzo... se vede piazza Fontana, Ustica. Nessuno viene mai condannato". A chi gli chiedeva se qualcosa, in questi quindici anni, fosse comunque cambiato, anche Padovano ha citato il lavoro dell'associazione di cui è parte. "Dal punto di vista della sicurezza negli aeroporti sì, grazie al Comitato 8 ottobre.  Ma non è mai abbastanza. Per la sicurezza si fa sempre poco", ha spiegato.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata