Dimissioni Papa, verso inizio conclave anticipato tra 5 e 10 marzo

Roma, 16 feb. (LaPresse) - È possibile che il conclave, per l'elezione del nuovo Papa, sia anticipato in una data compresa addirittura tra il 5 e il 10 marzo. Se ciò accadesse, verrebbe sospesa la norma che prevede un periodo di almeno 15 giorni tra l'inizio della sede vacante (il momento in cui non c'è più un Papa in carica, o per morte o per dimissioni) e l'apertura del conclave. In questo caso, la deroga diventerebbe possibile poiché, non essendo morto il pontefice ma essendosi invece dimesso, non sono più necessari i tradizionali nove giorni (i 'novendiali') fissati per le celebrazioni dei riti funebri in suffragio del Papa defunto. E se questa mattina la conferma di un possibile anticipo del conclave era venuta dallo stesso portavoce vaticano, il gesuita padre Federico Lombardi, nel pomeriggio è cominciato il balletto delle indiscrezioni sulla probabile nuova data.

A indurre la Chiesa a tentare di anticipare le procedure per l'elezione del pontefice sono comunque una serie di circostanze. La prima, la meno importante e solo logistica, è che il 28 febbraio prossimo, ultimo giorno di pontificato di Benedetto XVI, saranno già in molti i cardinali e 'grandi elettori' che si presenteranno a Roma, provenienti da tutto il mondo, per l'ultimo saluto a Joseph Ratzinger. "Avrebbe senso arrivare a Roma alla fine di febbraio - si interrogano alcuni di loro - e poi rientrare nelle nostre sedi per ripartire poi in vista di un conclave convocato solo a metà marzo? Non sarebbe meglio anticipare tutto e, nel contempo, avviare i lavori della Congregazione generale dei cardinali nelle quali si svolgono le prime consultazioni in vista delle candidature?".

Oltre a questo, però, ci sono altri motivi molto più 'politici' e 'religiosi' che inducono verso un'accelerazione. Il primo riguarda la necessità di dare subito una guida stabile alla Chiesa ed esso è sostenuto soprattutto dai cardinali e dagli episcopati più lontani da Roma, che segnalano il profondo sconcerto lasciato nel clero e tra i fedeli dall'annuncio di Ratzinger. "Quanto più presto ci sarà un nuovo Papa - spiegano questi prelati - tanto prima tale sconcerto sarà in qualche modo placato e forse già dimenticato". L'ultimo motivo, in qualche modo più 'religioso' e 'liturgico', riguarda infine la necessità di evitare il più possibile il protrarsi dei lavori di un conclave che vada a sovrapporsi ai riti della Pasqua, tenuto conto che - quest'anno - tale festività cade proprio domenica 31 marzo. Anzi, spiegano i sostenitori dell'anticipo del conclave, "un Papa appena eletto trarrebbe ancora più popolarità e un'immediata visibilità proprio grazie al fatto di celebrare in prima persona - e come primo, vero grande gesto liturgico - la prossima Pasqua".

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