Diciotti, Salvini: "Lavoriamo con Paesi extra Ue". L'Albania accoglierà 20 persone
Permesso di scendere per motivi sanitari a 17 migranti, cinque dicono 'no' per restare con i parenti

Dopo un lunghissimo braccio di ferro, alla fine un piccolo traguardo è stato raggiunto: 17 migranti (11 donne e 6 uomini) hanno ottenuto il permesso di sbarcare per motivi sanitari dalla nave Diciotti, da giorni ferma al porto di Catania con più di un centinaio di persone a bordo. Il via libera è stato dato dopo una ispezione sanitaria svolta sull'imbarcazione, ma solo 12 persone sarebbero effettivamente scese. Stando a quanto si apprende da fonti sindacali presenti sul posto, cinque persone avrebbero scelto di rimanere a bordo per non lasciare soli i parenti. Appena attraccata sono stati fatti scendere i 29 minori, mentre per gli altri rimasti sulla nave è iniziata la lunga attesa dopo lo stop allo sbarco disposto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Nel frattempo dal Viminale fanno sapere che "il ministro Salvini e il governo italiano continuano a lavorare alla ricerca di soluzioni, nonostante il nostro Paese sia stato lasciato solo dall'Europa". "In queste ore - spiegano alcune fonti del ministero - Salvini e il governo stanno sondando la disponibilità ad accogliere gli immigrati sulla Diciotti da parte di alcuni Paesi che non fanno parte dell'Unione europea. C'è un dialogo aperto anche con altre istituzioni. Il principio è che non paghino gli italiani"

Un primo segnale sulla redistribuzione, comunica la Farnesina, è arrivato dall'Albania. "Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ringrazia l'Albania per la decisione di accogliere 20 profughi della nave Diciotti", si legge sull'account Twitter della Farnesina, che parla di "un segnale di grande solidarietà e amicizia" arrivato da Tirana, che viene "molto apprezzato dall'Italia".

"Italia! Noi non possiamo sostituire l'Europa, ma siamo sempre qui, dall'altra parte di un mare dove una volta eravamo noi quegli eritrei che ora soffrono giorni e notti in mezzo al largo, nell'attesa che l'Europa si svegli!", scrive in proposito Ditmir Bushati, ministro per l'Europa e gli Affari Esteri dell'Albania. "Ieri l'Italia ci ha salvato - sottolinea il ministro - e oggi noi siamo pronti a dare una mano".

Intanto, sarebbero terminate in procura a Roma le audizioni dei funzionari del Viminale attorno alla vicenda, portate avanti dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio che procede contro ignoti con i capi di accusa di sequestro di persona e arresto illegale. 

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