Sergio Mattarella
Diritti umani, 70 anni dalla Dichiarazione. Mattarella: "Ancora troppi abusi e violenze"

Si celebra in tutto il mondo l'anniversario del documento approvato il 10 dicembre del 1948 a Parigi. Papa Francesco: "Persiste nel mondo l'ingiustizia"

Settant'anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Si celebra oggi, in tutto il mondo, il documento che venne approvato a Parigi il 10 dicembre del 1948 e che, in 30 punti stabilisce quelli che sono (o dovrebbero essere) i diritti di tutti gli abitanti del mondo. La Dichiarazione comincia asserendo un principio che suona, alla luce dei fatti, ancora lontano dall'essere applicato: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".

Mattarella - Lo ha ricordato, questa mattina, il capo dello Stato, Sergio Mattarella: "Il 10 dicembre di 70 anni fa, all'indomani degli orrori del secondo conflitto mondiale, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Una scelta irrevocabile di civiltà per il genere umano, punto di riferimento per l'intera comunità internazionale. Il riconoscimento a livello globale che tutti gli esseri umani nascono liberi e godono di inalienabili e uguali Diritti rappresenta oggi un principio che precede gli stessi ordinamenti statali. Il rispetto della dignità della persona non è, infatti, dovere esclusivo degli Stati, bensì un obbligo che interpella la coscienza di ciascuno. Tutti sono chiamati a darne quotidiana e concreta testimonianza".

E Mattarella, guarda la realtà odierna e prosegue, amaro: "Purtroppo sono ancora diffusi in tutto il mondo gli abusi, le violenze e le discriminazioni che affliggono individui e intere comunità, spesso colpendo i più vulnerabili. E' quindi necessario che la comunità internazionale intensifichi gli sforzi in tutte le direzioni per promuovere un'efficace protezione delle libertà fondamentali, nel rispetto dei principi di universalità, indivisibilità e interdipendenza dei Diritti umani - aggiunge il Capo dello Stato - L'Italia continuerà a impegnarsi a tale riguardo, soprattutto nelle sue funzioni di membro, a partire da gennaio 2019, del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Con questo mandato assumiamo una grande responsabilità: la promozione dei Diritti umani nel mondo costituisce non solo un imperativo etico e morale, ma è uno strumento necessario per prevenire i conflitti, costruire società stabili e inclusive e, quindi, promuovere in modo sostenibile la pace, la sicurezza e lo sviluppo".

Papa Francesco - Anche il Papa ha deciso di affrontare la questione in un messaggio ai partecipanti alla Conferenza Internazionale 'I diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste, omissioni, negazioni': "Persistono oggi nel mondo numerose forme di ingiustizia, nutrite da visioni antropologiche riduttive e da un modello economico fondato sul profitto, che non esita a sfruttare, a scartare e perfino ad uccidere l'uomo. Mentre una parte dell'umanità vive nell'opulenza, un'altra parte vede la propria dignità disconosciuta, disprezzata o calpestata e i suoi diritti fondamentali ignorati o violati". 

"Penso ai nascituri a cui è negato il diritto di venire al mondo - scrive Francesco - ; a coloro che non hanno accesso ai mezzi indispensabili per una vita dignitosa; a quanti sono esclusi da un'adeguata educazione; a chi è ingiustamente privato del lavoro o costretto a lavorare come uno schiavo; a coloro che sono detenuti in condizioni disumane, che subiscono torture o ai quali è negata la possibilità di redimersi; alle vittime di sparizioni forzate e alle loro famiglie". Così Papa Francesco nel suo messaggio inviato ai partecipanti alla Conferenza Internazionale 'I diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste, omissioni, negazioni'.

Ancora: "Il mio pensiero va anche a tutti coloro che vivono in un clima dominato dal sospetto e dal disprezzo, che sono oggetto di atti di intolleranza, discriminazione e violenza in ragione della loro appartenenza razziale, etnica, nazionale o religiosa. Non posso, infine, non ricordare quanti subiscono molteplici violazioni dei loro diritti fondamentali nel tragico contesto dei conflitti armati, mentre mercanti di morte senza scrupoli si arricchiscono al prezzo del sangue dei loro fratelli e sorelle".

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