Di Cataldo si difende su Facebook, squadra mobile di Roma indaga

Roma, 20 lug. (LaPresse) - Sono in corso da parte della squadra mobile di Roma gli accertamenti sulla vicenda che vede protagonista il cantante Massimo Di Cataldo, accusato dalla ex compagna, Anna Laura Millacci, di averle usato violenza. Gli agenti, secondo quanto si apprende, stanno lavorando per accertare la veridicità delle foto che la visual artist ha pubblicato su Facebook ieri. Tra queste, quella che la ritrae insanguinata e con il volto pieno di lividi e una foto del feto abortito a causa delle percosse. La donna e madre di una bambina, avuta con il cantante romano, non avrebbe però sporto al momento ufficiale denuncia. Secondo quanto riferito dalla stessa Millacci il cantante l'avrebbe picchiata circa 20 giorni fa. La Millacci dovrebbe essere ascoltata nelle prossime ore dalla squadra mobile di Roma. Da qui la possibilità che la donna sporga ufficiale denuncia nei confronti di Di Cataldo, mentre se così non fosse, accertata la notizia criminis, la polizia potrebbe procedere d'ufficio. Tra gli accertamenti predisposti dalla squadra mobile, secondo quanto si apprende, anche quello relativo al presunto aborto della Migliacca, se avvenuto realmente e se causato dalle percosse. Per quanto riguarda invece la testimonianza del cantante al momento non è stata fissata nessuna audizione. Di Cataldo non si troverebbe infatti a Roma al momento.

Il cantante si difende però a distanza su Facebook: "Ho letto i giornali stamattina - scrive il romano - e sono scioccato per come questa assurda notizia sia stata pilotata contro di me, con tanta leggerezza. Alcune persone già mi condannano pur senza un contraddittorio, altre mi stanno sostenendo e le ringrazio con tutto il cuore, non vi state sbagliando! Chi mi conosce veramente, e sa come stanno davvero i fatti mi sta dimostrando grande affetto. E' assurdo". "Io - precisa Di Cataldo - non ho fatto nulla di ciò per cui vengo accusato, credetemi. Ho amato questa donna per tanti anni, al punto anche di annullarmi per lei, e oggi non la riconosco più, visto che, con tanta sconsideratezza, ha messo in scena questa farsa. Un'esperta in comunicazione come lei come non poteva prevedere tutto questo? La nostra storia era arrivata a un punto limite, nonostante il bene che le volessi, ed era ormai insostenibile per me (per questioni di cui preferisco non parlare in questo momento e in questa sede per l'affetto che ho nei suoi confronti). Mi trovo nella posizione di non volermi difendere usando gli stessi mezzi che lei ha usato per umiliarmi pubblicamente poiché credo ancora nell'amore e nella giustizia, e lealmente vorrei difendere (lo devo a mia/nostra figlia) la dignità di una persona che per la sua ambizione e per le sue aspirazioni egoistiche ha inscenato tutto questo". "Sono io - conclude il cantante - ad essere stato colpito duramente e i segni che porto non si possono certo evidenziare ad arte in una fotografia. Invito tutti voi a riflettere su quanto sta accadendo, perchè una storia come questa dovrebbe far considerare quanto meno l'utilizzo spregiudicato dei social network. Sto già prendendo provvedimenti legali per la grave accusa che ho subito. Ora il mio lavoro, seppur compromesso da questa imbarazzante vicenda, viene dopo, prima c'è la mia dignità di uomo. La verità verrà a galla. Io non temo poichè non ho niente da nascondere".

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