Roma, al via la demolizione delle ville abusive dei Casamonica. Raggi al Quadraro

Dopo il maxi blitz e lo sgombero, partite le operazioni al Quadraro. Renzi si complimenta con la sindaca

Sono da poco passate le 9 in via del Quadraro, periferia est di Roma, quando le ruspe si mettono al lavoro e inizia la demolizione della prima delle otto villette abusive dei Casamonica sgomberate martedì. Sul posto c'è la sindaca Virginia Raggi, circa 200 agenti della polizia locale, tanti giornalisti e abitanti del quartiere. C'è anche qualche curioso, arrivato da altre zone per assistere alla scena. Quando i primi colpi abbattono la struttura, molti dei presenti applaudono.

All'operazione di sgombero, che è andata avanti senza incidenti, hanno preso parte 600 agenti di polizia locale. Sono state evacuate circa trenta persone abitanti in via del Quadraro, tra i civici 106 e 108 e ci vorranno tre settimane per finire i lavori di demolizione. "Ogni sequestro, ogni confisca è un successo - sottolinea soddisfatto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini - A Roma abbiamo cominciato e non mi fermerò fino a quando non avremo abbattuto tutte le ville di questi stramaledetti".

Al Campidoglio arrivano i complimenti anche dall'ex premier Matteo Renzi che fa sapere via social: "Ho criticato spesso il sindaco di Roma Virginia Raggi per la mancanza di pulizia, per la qualità del manto stradale o per il servizio scadente degli autobus. Oggi sono felice di dare atto al sindaco e a tutta l'Amministrazione che l'operazione contro i Casamonica è davvero un'ottima cosa per Roma, per la legalità, per l'Italia. La serietà del confronto politico passa anche dal riconoscere i risultati degli avversari: con noi non lo hanno mai fatto ma anche su questo siamo diversi. Complimenti sindaco. Sulla strada della legalità saremo sempre compagni di viaggio".

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L'area del Quadraro è considerata una delle roccaforti della famiglia Casamonica che il mondo ha conosciuto con le immagini del famoso funerale stile Padrino, nell'estate del 2015. Estorsione, spaccio, corruzione, racket, riciclaggio di denaro, prostituzione, appalti, usura, scommesse sportive, furto, rapina, gioco d'azzardo e omicidio: sono queste le 'attività' del clan i cui primi esponenti arrivarono nella capitale dal Molise e dall'Abruzzo alla fine degli Anni Cinquanta. Da decenni, a Roma, si sono stanziati nelle periferia Sud-Est: Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto e più giù, verso sud, fino ad arrivare a Frascati e Monte Compatri.

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