Delitto Olgiata, processo 20 anni dopo: il 29 ex domestico alla sbarra

Roma, 19 set. (LaPresse) - Si terrà con il rito abbreviato, dal 29 settembre, il processo a carico di Manuel Winston Revel, il filippino accusato di aver ucciso la contessa Alberica Filo della Torre nella villa all'Olgiata venti anni fa: l'accusa è di omicidio volontario e rapina impropria. Questa mattina il giudice per l'udienza preliminare Massimo Di Lauro dopo due ore circa di udienza ha respinto la richiesta dei legali dell'ex domestico, Valter Biscotti e Nicodemo Gentili, di un rito abbreviato condizionato, rigettando quindi anche la richiesta di ammettere tre testimoni: due datori di lavoro di Winston e un medico legale.

Ha anche rimandato al 29 settembre la decisione sulla necessità di trascrivere le bobine che contengono le intercettazioni nelle quali l'uomo parlerebbe dei gioielli rubati a casa della contessa il giorno dell'omicidio. Proprio le intercettazioni, secondo il legale della famiglia della contessa, Giuseppe Marazzita, sono la prova che è già nel fascicolo e che inchioda il filippino: ignorate per 20 anni, durante i quali sono rimaste negli archivi della procura, su nastro c'è la registrazione di una conversazione avvenuta a settembre del 1991 tra il filippino e un amico. Winston chiede all'altro a chi deve rivolgersi per vendere dei gioielli preziosi: per l'accusa si tratterebbe dell'anello e del collier rubati a casa della contessa e che costituiscono il movente del delitto.

Di Lauro nell'udienza di oggi ha anche rigettato la richiesta del pm Francesca Loy di cambiare il reato di rapina impropria in rapina propria. Winston, in carcere dal 29 marzo scorso e reo confesso, oggi è stato presente in aula per tutta la durata dell'udienza. "E' un uomo scosso - spiegano i legali - che piange giorno e notte. Vive un grande senso di colpa ma vuole che si sappia che è pronto a pagare il suo debito con la giustizia. Purché sia un debito giusto". I legali Gentili e Biscotti hanno anche parlato della famiglia di Winston, "una famiglia distrutta dal dolore": la moglie, che lavora come domestica a Roma, e i tre figli, due femmine, la primogenita si chiama Alberica, e un maschio, che vivono nelle Filippine.

Oggi per la prima volta il filippino ha rivisto Pietro Mattei, il marito della contessa Filo della Torre. Tra i due, seppur in un clima sereno raccontano i legali, non c'è stato alcun contatto. Mattei, lasciando l'aula non ha voluto parlare con i giornalisti: ha sorriso, augurando buon lavoro. Per lui ha parlato fuori dal tribunale l'avvocato Marazzita: "Paradossalmente è un uomo sereno. Vede che ci sono magistrati che stanno dando un contributo alla risoluzione di questo processo. Spera di potersi fidare della giustizia".

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