Delitto di Seriate, la sorella di Gianna: Non meritava questa violenza
Su 'Giallo' l'intervista esclusiva ad Antonella Del Gaudio

Il settimanale 'Giallo', diretto da Andrea Biavardi per Cairo Editore, fa luce sul caso di Gianna Del Gaudio, l'ex professoressa di 63 anni uccisa a Seriate, in provincia di Bergamo. Pubblicata in esclusiva sul numero del 12 ottobre l'intervista alla sorella dell'insegnante, Antonella, che per la prima volta parla a un giornale da Avellino, dove vive con il coniuge. "Spero con tutto il cuore che sia fatta giustizia - sono le parole di Antonella Del Gaudio - Mia sorella era di una bontà di donna e non meritava assolutamente questa violenza". Unico indagato per l'omicidio di Gianna è il marito Antonio Tizzani, 68enne, ferroviere in pensione. Secondo i calcoli degli inquirenti, Tizzani non si sarebbe mai allontanato di molto dalla villetta al momento dell'omicidio.

All'arrivo delle forze dell'ordine i vestiti dell'uomo erano perfettamente puliti: un particolare che, come spiega il nuovo numero del settimanale Giallo, non gioca necessariamente a suo favore.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Gianna sarebbe stata uccisa con una sola coltellata alla gola dopo essere caduta a terra. A quel punto l'assassino, trovandosi alle sue spalle, si sarebbe chinato verso di lei afferrandole la testa per poi colpirla a morte. Sul telefonino dell'insegnante i carabinieri e gli esperti dei Ris hanno trovato una traccia di sangue, probabilmente lasciata dal killer che avrebbe usato quel cellulare dopo il delitto. E sugli ultimi messaggi inviati dal telefono della donna si infittisce il mistero.

Giallo ha inoltre raccolto da una fonte attendibile una notizia che potrebbe assumere una notevole importanza nelle indagini, ovvero che i rapporti tra i Tizzani e la famiglia dell'ex moglie di Mario, uno dei due figli di Antonio e Gianna, erano molto tesi. La tensione tra le due famiglie era alta e da un po' di tempo i genitori di Erika reclamavano un credito di 10mila euro per l'acquisto di alcuni mobili comprati prima del matrimonio con Mario, della cui fine Gianna era accusata dai famigliari.

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