Dario Fo, una vita per l'arte fra Nobel e grammelot di Mistero Buffo
Il grande attore e drammaturgo è morto a Milano all'età di 90 anni

Dario Fo è morto a 90 anni, dopo dodici giorni di ricovero all'ospedale Sacco di Milano, per l'aggravarsi di problemi respiratori. Anticonformista e anticlericale, è stato drammaturgo, attore, registra scrittore e scenografo. Un uomo di teatro a tutto tondo, che ha portato la Commedia dell'arte italiana sui palcoscenici di tutto il mondo.

Insignito del Nobel per la letteratura nel 1997, è famoso per i suoi testi di satira politica e sociale. Nato a Sangiano in provincia di Varese, Fo si era diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera. La passione per la pittura non lo ha mai abbandonato, tanto da trasformare la sua casa milanese di Porta Romana in un laboratorio.

Dopo l'armistizio del 1943, segue giovanissimo la chiamata alle armi della neonata Repubblica sociale italiana e si arruola volontario. Scelta emersa polemicamente negli negli anni '70, quando Fo era all'apice dell'attivismo artistico e culturale. In risposta alle accuse, Fo affermava di essersi unito all'unico esercito esistente, non in quanto fascista ma perché italiano. Nel 1950 Fo comincia a lavorare in Rai come attore e testi satirici, e nel 1952 firma i monologhi radiofonici 'Poer nano'. Assieme a Franca Rame, che sposa nel 1954, si trasferisce a Roma dove l'anno successivo alle nozze nasce il figlio Jacopo. Nella Capitale si sviluppa l'impegno cinematografico di Fo, che dal 1955 al 1958 lavora come soggettista. E sempre per la radio nel 1956 Fo scrive e interpreta, insieme a Franco Parenti, il varietà 'Non si vive di solo pane'.

Fo e la moglie fondano la Compagnia Dario Fo-Franca Rame, stendendo una serie di pezzi per Canzonizzima. Oggetto di Censura, tra il 1959 e il 1961 la coppia di artisti abbandona la televisione e si dedica al teatro. In quel periodo le piazze, le fabbriche e le case del popolo sono il palcoscenico prediletto di Dario e Franca, luoghi alternativi al 'teatro borghese'. E' il '68 quando, assieme a Franca Rame e a Nanni Ricordi, Massimo de Vita e Vittorio Franceschi, fonda 'Nuova Scena', gruppo teatrale con cui Fo si apre al pubblico di ogni ceto, soprattutto i più svantaggiati, dando una valenza sociale all'intera creazione teatrale. Sono gli anni di 'Mistero Buffo', il suo più grande successo, portato in scena per la prima volta nel 1969: unico attore in scena un Fo giullare, con una fantasiosa rielaborazione di testi antichi in 'grammelot', lingua ritmica 'non sense'. Il risultato è una parodia del reale acclamata in tutto il mondo.

Tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70 Fo si schiera con le organizzazioni extraparlamentari di estrema sinistra e fonda il collettivo 'La Comune'. Il teatro 'di strada' si lega alla cronaca, e nel 1970 va in scena 'Morte accidentale di un anarchico' ispirata al caso della morte di Giuseppe Pinelli. Dopo gli anni di piombo assieme alla moglie Franca Rame si era impegnato in Soccorso Rosso Militante, struttura nata per assistere legalmente le condizioni dei militanti della sinistra extraparlamentare detenuti nelle carceri italiane. Dopo la morte della moglie Franca, il 23 maggio 2013, Fo aveva continuato a dipingere e fare teatro seguito quotidianamente dalle ragazze e ragazzi della fondazione creata assieme alla moglie. Il 2013 è anche l'anno in cui Fo decide di sostenere apertamente il Movimento 5 stelle e il progetto dell'amico Beppe Grillo.

Alla festa del suo 90esimo compleanno, il 24 marzo, aveva invitato al Piccolo Teatro Strelher gli amici di sempre, non trattenendo la commozione per l'assenza, al suo fianco, della compagna di palco e di vita. Con difficoltà a vista e all'udito, dodici giorni fa era stato ricoverato all'ospedale Sacco di Milano. Negli ultimi giorni, però, le sue condizioni polmonari erano peggiorate. 'Darwin ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?' è l'ultima fatica letteraria presentata da lui stesso il 20 settembre scorso.

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