Dalla Chiesa, ex economo: Entrai in casa ma presi solo le lenzuola
La notte dell'omicidio, il 3 settembre 1982, sparirono la chiave della cassaforte del prefetto e le sue carte

Il 3 settembre 1982, esattamente 34 anni fa, moriva il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente della scorta Domenico Russo. Quella stessa notte sparì la chiave della cassaforte del prefetto, per poi ricomparire una settimana dopo. Quando i familiari di Dalla Chiesa l'aprirono, al suo interno non c'era quasi nulla: i dossier e i documenti erano spariti. C'è un altro fatto, però, accaduto la sera dell'omicidio e che non è mai stato chiarito del tutto. In casa di Dalla Chiesa entrarono due persone, presumibilmente un agente di polizia in divisa e Francesco Bubbeo, economo della prefettura che il generale aveva allontanato tempo prima. Ed è proprio lui a parlare per la prima volta da quei fatti. Intervistato da Repubblica spiega di essere entrato in casa del generale dopo aver ricevuto una telefonata. "La ditta funeraria - ha raccontato - non aveva lenzuola" e "il capo di gabinetto mi ha chiamato a casa per andare a prenderle". Il tempo di recuperare ciò che serviva e poi "siamo andati via". Quella sera comparvero le carte di Dalla Chiesa e per sei giorni sparì la chiave della cassaforte, per poi ricomparire una settimana dopo. "E che ne so...", ha risposto l'ex economo, "io me ne sono andato. Il mio compito era solo quello di prendere le lenzuola. Le consegnai alle pompe funebri che mi aspettavano giù".

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