Cyberspionaggio, al vaglio posizione di un secondo agente
Ai due fratelli Occhionero e al poliziotto accusato di aver fornito ainformazioni riservate, potrebbe presto aggiungersi un quarto indagato

La posizione di un'altra persona è al vaglio degli inquirenti che indagano sulla vicenda di cyber spionaggio nell'ambito della quale sono stati arrestati Giulio e Francesca Maria Occhionero. Secondo quanto si apprende, alle indagini sui due fratelli e quelle sul poliziotto accusato di aver fornito ai due informazioni riservate, potrebbe presto aggiungersi un quarto indagato, anche in questo caso esponente delle forze dell'ordine.

Intanto si attende la decisione del gip, Maria Paola Tomaselli, sulle richieste di scarcerazione arrivate dai difensori di Giulio e Francesca Maria Occhionero, detenuti rispettivamente a Regina Coeli e Rebibbia. Sulla richiesta il pm responsabile dell'indagine, Eugenio Albamonte, ha espresso parere negativo e, in caso di rigetto, i legali dei due fratelli sono pronti a ricorrere al tribunale del riesame. Gli Occhionero sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche.

I due sostengono che non c'entrano nulla: "Non siamo spie", dicono, e sostengono di essere vittime di un'inchiesta che va avanti da mesi. Gli investigatori però sono convinti che i due abbiano carpito e archiviato su server esteri, per motivi ancora ignoti, una serie enorme di dati, e nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip spiega come la vicenda non sia una "isolata iniziativa dei due fratelli ma che al contrario si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza".
 

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