Cucchi, Trenta e Nistri si stringono a Ilaria: "Chi ha sbagliato pagherà"

L'incontro tra la ministredella Difesa, il comandante dell'Arma dei Carabinieri e la sorella di Stefano Cucchi, morto la notte tra il 22 e 23 ottobre 2009, una settimana dopo essere fermato per possesso di droga

Un incontro che difficilmente avrebbe potuto immaginare anche solo qualche giorno fa. Ilaria Cucchi è stata invitata al ministero della Difesa per confrontarsi direttamente con il comandante dell'Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, e la ministra Elisabetta Trenta. Il confronto, definito "emozionante" da Trenta, è avvenuto nel cuore del potere militare italiano, al Circolo degli Ufficiali, tra quadri antichi, lampadari sontuosi, cristalleria e statue dorate.

La ministra, l'unica a parlare al termine dell'incontro, ha spiegato che nella discussione, durata circa mezz'ora, "è emersa la sete di giustizia, che è lo stesso principio su cui si fonda l'Arma dei Carabinieri, e la fiducia nello Stato, cui Ilaria e la famiglia Cucchi non hanno mai rinunciato". C'era anche l'avvocato che da anni segue il caso, Fabio Anselmo. "Oggi sono due le parole chiave: rispetto e unità - ha continuato la ministra, assicurando che chi ha sbagliato pagherà -. Il rispetto è per il calvario vissuto ma anche per i carabinieri che, ogni giorno, garantiscono la sicurezza dei nostri cittadini. Quando si crea sfiducia, la colpa un po' è anche della politica. Io credo fermamente nel dialogo. Io credo che la politica debba appunto unire, e non dividere". "Io credo che dobbiamo chiedere scusa in tanti. E io, come membro del governo, ho il dovere di chiedere scusa se c'è stata una parte delle istituzioni che non ha visto ciò che doveva vedere", ha spiegato Trenta.

Stefano Cucchi morì quasi nove anni fa, la notte tra il 22 e 23 ottobre 2009, una settimana dopo essere fermato per possesso di droga. La recente deposizione di uno dei tre carabinieri accusati della sua morte, Francesco Tedesco, ha gettato una luce nuova: sembra che altri due militari, Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessadro, abbiano ucciso il giovane geometra. Dopo le parole di Tedesco, le istituzioni - con Nistri in prima linea - hanno espresso vicinanza alla famiglia di Cucchi. Qualche ruggine, però, rimane. Difficilmente la sorella della vittima potrà incontrare il vicepremier Matteo Salvini. Questi, quale ministro degli Interni, è responsabile delle forze di sicurezza italiane. Il capo del Viminale ha detto che le porte del suo ministero sono aperte per Ilaria Cucchi. Ma tra i due non corre buon sangue: il 5 gennaio 2016 la foto di un carabiniere indagato per la morte di Stefano, pubblicata da Ilaria sul suo profilo, aveva scatenato la reazione di Salvini: "È un post che mi fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi", diceva il segretario federale della Lega Nord.

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