Cucchi, tre carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale
Chiusa l'inchiesta bis. La sorella Ilaria: "Bisogna avere fiducia nella giustizia e resistere, resistere, resistere"

La procura di Roma ha chiuso l'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi, il giovane romano deceduto nel febbraio del 2009 all'ospedale Pertini, sei giorni dopo essere finito in manette per droga. Dovranno rispondere di omicidio preterintenzionale tre dei cinque carabinieri indagato per il decesso del giovane. L'inchiesta bis era stata aperta nel novembre del 2014. Finora la sua morte era stata senza responsabili: tutti i giudizi in merito hanno portato solo ad assoluzioni. 

Gli altri due carabinieri indagati nell'inchiesta dovranno rispondere a vario titolo di calunnia e falso nel verbale di arresto. Il pm responsabile dell'indagine, Giovanni Musaro', ha ritenuto infondata l'ipotesi della morte per epilessia emersa dalla perizia d'ufficio disposta dal giudice in sede di incidente probatorio.

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"I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso. Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia". Così Ilaria Cucchi commenta su facebook la richiesta del Pm di Roma che contesta il reato di omicidio preterintenzionale a tre dei carabinieri. Cucchi poi, ringrazia l'avvocato Fabio Anselmo che sta combattendo con lei la battaglia.

 

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