Csm apre pratica sul pm Zucca: rischia il trasferimento
La decisione dopo le controverse dichiarazioni sui vertici della polizia

Il Comitato di presidenza del Csm ha aperto la pratica, in Prima Commissione, sul caso del pm di Genova Enrico Zucca. La Commissione in questione è quella che si occupa di accertare eventuali incompatibilità ambientali o funzionali dei magistrati.

Le verifiche si concentreranno su quanto affermato dal magistrato il 20 marzo scorso, quando, durante un incontro cui erano presenti i genitori di Giulio Regeni, disse: "I nostri torturatori, o meglio chi ha coperto i torturatori, come dicono le sentenze della Corte di Strasburgo, sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all'Egitto di consegnarci i loro torturatori?".

La vicenda scatenò un'ondata di polemiche sul magistrato, a cominciare da quelle del capo della polizia Franco Gabrielli, che definì, senza mezzi termini, "oltraggiose" le parole del pm.

"In nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita - aggiunse Gabrielli - chiediamo rispetto. E gli arditi parallelismi e le infamanti accuse qualificano soltanto chi li proferisce".

Secondo il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, con quelle dichiarazioni il magistrato "è intervenuto facendo riferimento ad un procedimento a cui prese parte come pm e ad un altro delicato e importante procedimento pendente presso la procura di Roma, esprimendo giudizi inappropriati sulla polizia di Stato".

Da parte loro, Claudio e Paola Regeni, genitori del ricercatore sequestrato, torturato e ucciso due anni fa al Cairo, hanno manifestato, attraverso il loro avvocato, "stima e gratitudine per il dottor Zucca per il suo intervento preciso ed equilibrato".

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