Crollo ponte Genova, Coltorti: "Investire su controllo e rinnovo"
Il geologo che avrebbe dovuto avere il Mit in un governo solo M5s analizza la tragedia sul Morandi

Investire 'sul controllo e il rinnovamento delle infrastrutture'. È questa la priorità che indica il presidente della commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato Mauro Coltorti, in un'intervista a LaPresse. Geologo, esperto di Geografia fisica e Geomorfologia, direttore del dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell'Ambiente dell'Università di Siena, ma in questa legislatura parlamentare del Movimento 5 Stelle.

Se le elezioni del 4 marzo scorso fossero andate come sperava Luigi Di Maio, nei piani del capo politico pentastellato ora ci sarebbe il professor Coltorti al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, e dunque a lui sarebbe stata affidata la gestione dell'attuale fase di emergenza, oltre che il dossier ligure, già aperto immediatamente dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, avvenuto alla vigilia di Ferragosto.

Professor Coltorti, da esperto, che idea si è fatto di questa tragedia? Non è semplice capire, perché non ho visto la dinamica del crollo, quindi è difficilissimo stabilirne le cause.

Molti parlano di 'disastro annunciato'. Nelle relazioni si parla di cedimenti e nel 2013, su interrogazione del senatore Rossi, si menzionavano cedimenti importanti per cui Autostrade aveva preso delle precauzioni, facendo degli interventi. Ma non so dire se questi interventi poi sono stati fatti, come sono stati fatti e e se erano adeguati ai cedimenti. Bisognerebbe investigare, vedere i documenti che sono in possesso della società. Ho fatto qualche ricerca online e risulta che questi cedimenti si sono manifestati anche subito dopo la la messa in opera della struttura, circa 40 anni fa. C'erano stati delle lievi deformazioni, ma non so dire se legate a degli assestamenti o a dei giunti, questa è un'opera che va analizzata nel dettaglio. Inoltre, io non sono un ingegnere ma un geologo e se i cedimenti erano sulle fondazioni, allo stato attuale è difficilissimo capirlo.

Il ponte era sotto osservazione da tempo, stando alle notizie che sono uscite immediatamente dopo il crollo. Stupisce che Autostrade abbia dichiarato che stava monitorando il ponte, questo vuol dire che ha utilizzato degli strumenti, che di continuo dicono se ci sono dei cedimenti e quanto sono importanti. Questo significa monitorare, non è che si mandando delle persone sul posto che a occhio stabiliscono se c'è stato un innalzamento o un abbassamento. Parliamo di misurazioni di estrema precisione, io non so che tipo di monitoraggio stava facendo la società Autostrade. Se utilizzava metodi moderni, sembra strano che non ci sia stato un preavviso. Tutto questo, però, ora non riesco a dirlo, perché vediamo gli effetti ma non conosco la situazione originale.

C'è il rischio che altre parti della struttura cedano? Ci sono questi piloni che si sostengono a vicenda, ma non so quale sia il grado di destabilizzazione. Ho sentito in televisione gente che criminalizza questo tipo di strutture, eppure le hanno fatte in mezzo mondo e sono anni che resistono. Non è che tutti i ponti fatti da Morandi con quella tipologia non sono in sicurezza. Ho sentito inoltre che in Sicilia c'è un altro ponte simile per cui è scattato l'allarme (il viadotto Akragas, nell'Agrigentino, ndr), ma architettonicamente erano estremamente validi e all'avanguardia, tanto da finire sui volumi di architettura per la genialità della realizzazione dell'opera. È ovvio però che le opere vanno mantenute e controllate accuratamente. Noi viviamo in un paese in cui la manutenzione non si sa che cosa sia.

Anche nella sua regione ci sono stati problemi seri con questo tipo di infrastrutture. Io sono delle Marche e durante la campagna elettorale ho girato le nostre strade, sia le primarie che le secondarie, ed è tutto un avvalamento: la manutenzione non esiste. Poco tempo addietro ci sono state delle vittime per il crollo di un ponte sull'autostrada nelle Marche (il 167, all'altezza di Camerano, tra Loreto e Ancona Sud, in cui il 9 marzo 2017 morì una coppia di coniugi, ndr).

Com'è la situazione in Italia? Ora andremo incontro ad un periodo in cui la vita media di queste strutture, che è sui 50-60 anni, verrà meno. Quindi, avremo una serie di investimenti imponenti da fare sul controllo e il rinnovamento di queste strutture. Noi del M5S, il nostro governo, Lega compresa, ci troviamo di fronte una serie di spese immani, dovute al fatto che finora chi ci ha preceduto ha solo 'capitalizzato'. Autostrade, che ha le tariffe tra le più alte d'Europa, doveva riversare una parte di questi soldi in manutenzione e sicurezza e se non lo ha fatto è corresponsabile. Ma scherziamo? Non è possibile che viene giù un ponte e nessuno è responsabile. Poi, per carità, se una petroliera tocca un pilone portante e lo fa crollare (come accaduto in Venezuela nel 1964, proprio con una struttura progettata da Riccardo Morandi, ndr), ma così, senza nulla... Ora c'è da appurare le responsabilità di questa tragedia.

Spieghi meglio, professore. Viviamo in un paese in cui tutto è stato capitalizzato, i gioielli dello Stato sono stati venduti e chi li ha acquistati ha pensato solo al profitto. Questa è la mia opinione. Basta guardare a ciò che è successo con l'acqua, privatizzata per ammodernare la rete, ma miglioramenti non ce ne sono state e le tariffe sono aumentate. Lo stesso discorso vale per Autostrade: negli anni ha aumentato continuamente le proprie tariffe, quindi il proprio guadagno.

Avete già una mappatura delle opere a rischio nel nostro Paese? Sono tantissime le strutture in cemento armato in Italia. Noi siamo al governo da due mesi e la prima cosa che abbiamo fatto è dare il via a un censimento delle opere urgenti per le quali manca poco al compimento, e via via tutte le altre. Ma questo lavoro non sì può fare dall'oggi al domani. Ci siamo occupati subito di ferrovie, il cui piano quinquennale prevede ben 1.700 opere: ho messo dei collaboratori a seguire questo filone, ma non è una cosa semplice. Noi del M5S diamo molta importanza al ferro, abbiamo la volontà di passare dal gommato al ferro con energie rinnovabili e non più fossili, questa è una priorità.

Ci sono state anche polemiche politiche, dopo quello che è accaduto a Genova Molta gente, in questi giorni, fa opera di sciacallaggio sul fatto che il Cinquestelle sarebbe contrario alla 'Gronda'. A parte che non c'entrava nulla con il ponte crollato, perché è tutta un'altra cosa, sarebbe importante tornare al ferro, andare verso le energie eoliche e farlo in fretta. 

Revocando le concessioni ad Autostrade, Anas sarebbe ideale come soluzione, anche solo temporanea? Come tampone penso che potrebbe essere la soluzione. Anas controllava Autostrade e se gli si revoca la concessione, credo che la soluzione migliore sia questa. Al momento, almeno. Poi più in là vedremo.

La sua commissione in Senato si è già attivata? Avevamo già messo in cantiere di svolgere le audizioni di Autostrade e di Ferrovie. Abbiamo una lista che non finisce più, però erano tra le prime assieme ad Anas, Enav, Enac... purtroppo è arrivato prima il crollo.

C'è un problema sicurezza con le opere di Riccardo Morandi? Morandi era un grande architetto e adesso non vorrei fosse svilita la sua opera per questo incidente. Eventi di questo tipo si possono verificare se le opere hanno problemi strutturali, su cui però gli architetti non possono farci nulla.

Eppure qualcuno mette in dubbio che i suoi calcoli fossero addirittura sbagliati, come il professor Antonio Brencich della facoltà di Ingegneria dell'università di Genova. Quando Morandi ha realizzato l'opera non era prevista questa intensità del traffico e neppure il carico che gravava sulla struttura. Se questa opera, però, è stata presa in carico da Autostrade erano loro responsabili di verificare anche se l'entità, il volume e il peso del traffico incideva sulla tenuta della struttura e in che modo la sollecitava. Dunque, i responsabili ci sono. Noi verificheremo e appureremo tutto, ma credo che lo farà anche la magistratura. 

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