Costa Concordia, Schettino alla maxi udienza. "Ci guardi negli occhi"

Grosseto, 15 ott. (LaPresse) - "Fame di giustizia per le vittime e i loro familiari". Nel giorno della maxi udienza del processo Costa Concordia, il sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli, chiede che nell'aula di Grosseto venga fatta chiarezza, "in virtù di quel senso umano di giustizia, chiamato a gran voce dalle famiglie delle 32 vittime" del naufragio dello scorso 13 gennaio. E oggi, in tribunale, è il giorno di Francesco Schettino, il comandante della nave, che siede con i suoi avvocati al Teatro Moderno di Grosseto, insieme ai 125 legali delle parti offese.

Oltre mille persone tra sopravvissuti, parenti delle vittime e avvocati assistono all'udienza. In aula c'è il comandante Francesco Schettino, entrato da una porta laterale con indosso occhiali scuri. "Vogliamo guardarlo negli occhi per vedere come reagirà alle accuse", ha dichiarato il sopravvissuto Michael Liessen, 50 anni.

E mentre in aula si valutano le responsabilità dei singoli, al Giglio continuano i lavori per riportare a galla la Costa Concordia. Quattrocento persone sono impiegate quotidianamente per rimettere la nave in posizione verticale; un'operazione, questa, che dovrebbe concludersi entro la prossima primavera, per consentire la rimozione del relitto.

"Io credo che Schettino cercherà probabilmente di distribuire la responsabilità sul resto dell'equipaggio, o meglio, sul personale di plancia, sugli ufficiali e lì ci sono alcune osservazioni nella perizia secondo le quali non è stato adeguatamente coadiuvato dai suoi ufficiali. E può darsi che tenti anche di scaricare qualcosa sui malfunzionamenti che ci sono stati", ha commentato Bruno Neri, uno dei legali del Codacons che offre assistenza ai passeggeri della Costa Concordia.

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