Cortei in 900 Paesi, a New York 80 arresti

Roma, 16 ott. (LaPresse/AP) - Oltre 80 persone sono state arrestate ieri a New York nel corso delle proteste del movimento Occupy Wall Street, mentre in oltre 900 città del mondo si tenevano iniziative simili. Anche Roma è stata invasa da una marea di Indignati, che hanno messo a ferro e fuoco la città.

A New York, ieri i cortei hanno marciato attraverso Manhattan e Washington Square Park, mentre in seguito migliaia di persone sono confluite a Times Square. Vi sono rimaste per varie ore, mentre la polizia tentava di disperderle. In tutto 42 persone sono state fermate. Nei cortei precedenti erano stati arrestati 28 dimostranti. Circa 20 di questi ultimi sono stati accusati di essersi introdotti nella proprietà di Citibank, vicino a Washington Square Park, rifiutandosi di andarsene quando è stato loro intimato dagli agenti. Un manifestante è stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale, tre per aver tentato di sfondare le barriere di sicurezza, mentre per i restanti le accuse non sono note. Lo ha fatto sapere il portavoce della polizia Paul Browne. A Times Square due poliziotti sono rimasti feriti e sono poi stati ricoverati in ospedale, uno per una ferita alla testa e l'altro a un piede, secondo quanto riferito da Browne.

Sono oltre 900 le città in tutto il mondo che ieri hanno ospitato le manifestazioni degli 'indignati'. A partecipare non solo precari o disoccupati, ma anche cittadini convinti che l'attuale sistema economico dominato dall'avidità delle aziende sia la causa dell'attuale crisi. La giornata di indignazione era stata indetta dai manifestanti di Madrid, che hanno replicano quella organizzata lo scorso 15 maggio, con presidi ininterrotti dei luoghi cruciali della capitale spagnola. Nonsotante le numerose manifestazioni e alcuni lievi scontri, in nessun luogo si sono registrate violenze simili a quelle di Roma.

Oriente. I primi cortei a partire sono stati in Oriente, dove 300 persone hanno manifestato a Sydney, in Australia, ispirandosi soprattutto al movimento di Occupy Wall Street degli Stati Uniti. "Siamo stufi dell'avidità aziendale, delle grandi banche e del grande potere delle multinazionali: ci hanno portato via i nostri diritti!", ha urlato al megafono lo speaker della contestazione. In Corea del Sud gli attivisti sono riusciti a portare mille persone a Yoeuido, distretto finanziario di Seul per protestare contro la disuguaglianza sociale. E se in Giappone i cittadini ancora toccati dalla crisi nucleare e si sono scagliati contro l'energia atomica, nelle Filippine i dimostranti denunciato l'imperialismo americano. A Tokyo circa 200 persone si sono riunite fuori dalla sede della Tokyo Electric Power Co. (Tepco), gestore del danneggiato impianto di Fukushima, criticando con slogan sia il nucleare sia la possibilità che il Paese entri nella Trans-Pacific partnership (Tpp), blocco di libero scambio a guida Usa. A Manila invece un centinaio di manifestanti appartenenti ai diversi gruppi dell'alleanza di sinistra ha marciato verso l'ambasciata degli Stati Uniti, per esprimere sostegno ai dimostranti di Occupy Wall Street e denunciare "l'imperialismo degli Stati Uniti". I soldati Usa sono infatti nel Paese, per lo più nel sud, per addestrare l'esercito locale in operazioni anti-terrorismo. "La vera democrazia vive nelle strade", recitava il cartello di un uomo.

Europa. In Europa manifestazioni sono state organizzate a Madrid, dove è nato il movimento degli Indignados, ma anche in Germania, Francia, Svezia, Regno Unito, Bosnia e molti altri Paesi. Nella capitale spagnola sei cortei si sono radunati nel pomeriggio nella piazza di Puerta del Sol, centro delle proteste nei mesi scorsi. Secondo gli organizzatori a scendere in piazza nella capitale spagnola sono state circo 300mila persone. Altri cortei si sono tenuti a Barcellona, Siviglia, Valencia e Malaga.

A Francoforte hanno sfilato 5mila persone davanti alla sede della Banca centrale europea. A Berlino, invece, 4mila persone hanno marciato mostrando cartelli contro il capitalismo. Qui alcune persone si sono scontrate con la polizia dopo aver provato ad arrivare vicino agli edifici del Parlamento. Cortei pacifici si sono tenuti anche a Colonia, Monaco, Vienna, Zurigo ed Helsinki, dove in piazza si sono contate 300 persone. A Sarajevo il corteo ha sfilato mostrando immagini di Che Guevara e vecchie bandiere comuniste con la scritta 'Morte al capitalismo, libertà alla gente'.

A Londra hanno marciato circa 500 persone dalla cattedrale di Saint Paul alla vicina sede della Borsa. Tra loro anche il fondatore di WikiLeaks Julian Assange. Gli indignati hanno sfilato anche a Lisbona, dove la folla ha provato a sfondare le linee della polizia per dirigersi verso il Parlamento, ma gli agenti sono riusciti a fermarla. Cortei si sono svolti poi a Parigi, dove la folla ha sfilato davanti all'edificio della Borsa, prima di concentrarsi a centinaia fuori dal municipio. Ad Atene, invece, centro di forti proteste contro la crisi negli ultimi mesi, 2mila persone hanno manifestato all'esterno del Parlamento contro le nuove misure di austerità varate dal governo, mentre insegnanti e dipendenti pubblici hanno marciato altrove in città. A Salonicco, il secondo centro urbano della Grecia, 3mila persone hanno manifestato pacificamente.

Grande la protesta anche a Bruxelles, dove migliaia di persone hanno marciato al grido di slogan come: "Banchieri criminali hanno causato questa crisi!". Quindi la folla ha preso di mira l'edificio della Borsa con vecchie scarpe e ha accusato la Nato di disperdere il denaro dei contribuenti nella guerra in Libia e Afghanistan. Secondo i dimostranti, un soldato europeo dispiegato in quest'ultimo Paese costa l'equivalente di 11 insegnanti di scuola superiore.

Nord America. Qualche ora dopo, nel continente nordamericano sono iniziati i cortei di New York, dove è nato il movimento Occupy Wall Street il 17 settembre. Circa mille persone hanno marciato verso una filiale della Chase bank nel distretto finanziario della città, suonando tamburi e trombe e mostrando cartelli per denunciare l'avidità delle aziende. Alcuni manifestanti sono entrati in banca per chiudere i propri conti, ma non hanno impedito ad altri clienti di svolgere le operazioni, né hanno cercato di bloccare le attività. La polizia ha chiesto ai dimostranti di rimanere sul marciapiede e la folla è sembrata essere piuttosto ordinata. I manifestanti sono poi arrivati a Times Square, dove oltre 40 persone sono state arrestate, che insieme alle altre fermate in precedenza nella giornata hanno fatto salire il totale dei fermati a 80.

Migliaia di cittadini guidati dal reverendo Al Sharpton e da altri leader civili hanno manifestato a Washington per chiedere un più facile accesso al lavoro, dopo essersi radunati al National Monument e aver marciato verso il nuovo memoriale dedicato a Martin Luther King. Sharpton ha puntato il dito contro il Senato, colpevole di non aver passato il piano sul lavoro varato dal presidente Barack Obama, e ha aggiunto che Martin Luther King avrebbe sostenuto la loro causa. Tra le persone che sono intervenute anche il figlio di quest'ultimo. "Quarantacinque anni fa - ha detto il figlio del leader per i diritti umani - mio padre parlava di ridistribuzione della ricchezza. Probabilmente è stato ucciso proprio per questo". Altre manifestazioni si sono svolte a Orlando, in Florida, con 1.500 persone, a Pittsburgh, in Pennsylvania, con 2mila manifestanti, e a Denver, in Colorado, dove i dimostranti sono stati circa mille.

Un corteo si è tenuto anche a Toronto, dove centinaia di persone si sono radunate nel cuore del distretto finanziario promettendo di accamparsi in nel St James park e di restarvi sino a data da destinarsi. I dimostranti sono arrivati vicino alla sede della Borsa del Canada e ai quartieri generali di alcune delle principali banche del Paese per criticare quello che considerano un governo complice dell'avidità aziendale che ha agito a discapito della maggioranza della popolazione.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata