Controlli nelle Marche: maiali già morti sui camion per il macello

Ancona, 25 lug. (LaPresse) - Condizioni sanitarie drammatiche, tanto che molti animali arrivano al macello già morti. Sono quelle che ha riscontrato la polizia stradale nelle Marche, che sta facendo una serie di controlli in collaborazione con la Lega antivivisezione (Lav). Agli animali maltrattati e in pessime condizioni di salute che già avevano trovato in passato si sono aggiunti questa volta capi morti, trasportati da autisti complici verso macelli consenzienti per finire sulle tavole. Sono stati 115 i veicoli adibiti al trasporto degli animali destinati alla macellazione risultati in palese violazione della normativa, con 125 violazioni contestate per circa 35mila euro.

Un autoarticolato italiano, in particolare, portava 264 maiali da Verona diretto a Chieti. Cinque di questi erano morti, alcuni cuccioli, e altri sofferenti per mancanza di acqua e di spazio. Il carico è stato bloccato e gli animali stallati in un luogo idoneo per essere esaminati da personale veterinario. Stesso panorama su un veicolo olandese che diretto a Chieti portava maiali morti e sofferenti. Soltanto ad Ascoli Piceno sono state 84 le violazioni contestate a 64 mezzi pesanti per circa 31mila euro.

I controlli proseguono da dicembre, su tutta la filiera del trasporto animali per accertare eventuali episodi di maltrattamento e garantire la sicurezza alimentare. L'attività di contrasto delle irregolarità nel campo della sicurezza stradale e della tutela della libera concorrenza tra imprese da un lato ed in quello della tutela della salute e del benessere degli animali dall'altro, è già stato oggetto di un protocollo d'intesa tra ministeri dell'Interno e della Salute, del 19 settembre 2011.

L'Unione europea ha già dal 2005 tracciato delle linee guida in materia, invitando i Paesi appartenenti ad aderire allo specifico Regolamento - 1/2005, entrato in applicazione dal 5 gennaio 2007 - in cui sono definite le regole da rispettare per ridurre al minimo lo stress a cui sono sottoposti gli animali riconosciuti nel trattato di Lisbona come esseri dotati di sensi e sensibilità.

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